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Chi vuol essere ipocrita, non lo sia!

E' difficile capire quando ci troviamo di fronte a una persona affetta da ipocrisia, un vizio che crea assuefazione tanto da scambiarlo per diplomazia. La diplomazia è la capacità di negoziare con le persone ma senza inganno, contrariamente all'ipocrisia che di quest'ultimo ne fa un largo uso.
Chi non riesce ad assuefarsi, la vive come un disagio, poichè tutti i giorni deve fare i conti con persone che cambiano: atteggiamenti, discorsi, facce e fatti in base all'occorrenza. Colui che si accorge di avere a che fare con un ipocrita è perchè quest'ultimo non ha buona memoria, spesso segue il suo filo logico che non è il filo della logicità altrui, ed essendo un convinto assertore del "Principe" di Machiavelli, là dove l'autore dice che "il fine giustifica i mezzi", non si rende conto che i mezzi che adotta sono squallidi e privi di ogni correttezza civile oltre che morale. L'ipocrita offende l'intelligenza altrui, pensando che la persona che si ritrova davanti, non riesca a carpire i suoi disegni mentali .
L'ipocrita ha la capacità di simulare una virtù allo scopo d'ingannare, e lo fa così bene, che diventa il vizio di coloro che non sanno essere limpidi. Dante li relega all'inferno, nella sesta bolgia. Essi se ne vanno lentissimi piangendo, e indossano cappe di monaci foderate all'interno di un potentissimo piombo, in una condizione di massimo disagio. Dante dà loro una sorte crudele facendogli rivivere quell'inganno.
L'ipocrisia deturpa i rapporti sociali come un sfregio e a pagarne di più è l'amicizia. E' difficile estirpare questa doppia faccia che ha come conseguenza l'incapacità di chiarezza, di non essere eticamente corretti, di ledere i diritti degli altri e col tempo vederla come un ottimo mezzo nel riuscire a raggiungere il proprio scopo.
Durante la mia giornata incontro ipocriti di ogni sorta e talvolta mi chiedo come si possa vivere così. L'ipocrita saluta all'occorrenza, nega davanti all'evidenza, si contraddice pur di ottenere dei vantaggi, assume varie maschere per assecondare i voleri degli altri per poi ricattarli. Tutto questo non è altro che l'incapacità di vivere la vita correttamente, assumendosi le proprie responsabilità, con la presunzione di poter scalzare gli altri con la propria astuzia. Come si possa instaurare un rapporto d'amicizia se lo stesso è inficiato dall'ipocrisia, questo non oso chiedermelo!
  1. Si può sostenere un rapporto del genere?
  2. Come fare per estirpare un costume radicato che ci fa perdere la fiducia nel prossimo?

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Filomena Baratto è presente anche sul sito artistico Dimensione Arte.

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