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Una vacanza avventurosa

Ogni estate ricordo con piacere una vacanza fatta in camper, di qualche anno fa, con amici e che si rivelò rischiosa per le difficoltà a cui andammo incontro. Scegliemmo come meta la Spagna, a cominciare dalla costa Brava a quella del Sol, passando poi per il Portogallo, la costa Verde al nord della Spagna e ritornando per la Francia. Eravamo in undici, due famiglie in due camper. I nostri amici erano avvezzi a questi tour, avevano girato tutta l'Europa, mentre noi eravamo tutti un po' restii, tranne me. Ero molto affascinata dal fatto di girare in camper e attraversare città e paesi visti da vicino. I miei erano tutti un po' scettici, spaventati dai rischi a cui andavamo incontro. Il primo impatto forte fu a Marsiglia: dalla cuccetta dove dormivo, vidi un ragazzo posto sulla panchina di fronte al camper, che aveva tutta l'aria di un innamorato in attesa della sua ragazza, ma questo nella mia testa di sognatrice, in effetti si trattava di un ladro che, nelle prime ore del mattino, ci venne a fare visita portando via tutto quanto fu possibile. Al risveglio, il nostro amico di camper si chiese perchè avessero visitato solo noi! Fortuna volle che ci risparmiarono tutti i portafogli con rispettive carte di credito e contanti posti in bellavista sul piano cottura, perchè se avessero pulito anche quelli, non ci toccava altro che tornare a casa. Secondo impatto avvenne a Valencia, dove una gang di ragazzacci cercò fino in ultimo di entrare nel nostro camper, ma questa volta non fummo colti di sorpresa e tre di noi restammo a guardia, mentre il resto del nostro gruppo andò in pizzeria. I ragazzacci si dissuasero completamente dal loro intento quando ci videro provvisti di mazze da baseball e uno di loro, con telefonino alla mano, diceva agli altri:"No poi, no poi" lasciando intendere che era meglio non avvicinarsi a noi. E così salvammo il camper da un assalto e riuscimmo a mangiare. A Barcellona l'avventura fu trovare un parcheggio per i camper e quando finalmente lo trovammo, ci dissero che non potevamo fermarci. Girammo tutto il tempo alla ricerca di un posticino per sostare e poter scendere finalmente e quando ciò accadde la giornata volgeva ormai al termine. Un altro colpo avvenne a Lisbona. Ci sistemammo in un camping a cinque stelle, qualcosa di megagalattico e da lì ci recammo sulla parte alta della città per un'escursione in pullman. Giunti a destinazione, mio padre mancò all'appello.Tutta la famiglia alla ricerca del nonno che si volatilizzò. Esausti e demoralizzati, quando ormai facevo i miei film in testa su una rapina, visto che mio padre viaggiava con soldi liquidi in tasca come fossero stati bruscolini, il custode del parco ci invitò ad uscire per la chiusura. Mi sentii malissimo e in colpa per averlo lasciato solo: perdere mio padre a Lisbona! Vedevo già il titolo sui giornali, di un uomo solo per le strade di Lisbona e rabbrividivo. Quando giungemmo in un bar a chiedere informazioni, mio padre apparve da lontano con un fare da bambino, senza nemmeno dare spiegazioni, mentre noi per poco non lo aggredimmo dal nervoso. Si era allontanato dal gruppo per andare a comprare le sigarette e poi disse di non essere tornato indietro visto che il pullman sarebbe passato di lì e poteva salire a bordo. Ma l'avventura continuò con un tassista dai modi burberi, antipatico, che beveva spruzzando l'acqua dalla bottiglia sotto il tettuccio dell'auto, mentre tutti noi ci guardavamo smarriti e spaventati, a cominciare da mio padre che stentava a credere ai suoi occhi. Mentre beveva, correva per la città come un'autoambulanza che trasportava un ferito, salendo sui marciapiedi, zigzagango un po' dappertutto e cantando come un matto. Di tanto in tanto ci guardava come un invasato, mentre noi non sapevamo a chi santo votarci. Finalmente ci fermò davanti al nostro lussuoso campeggio, in uno stato confusionale. Fu una vacanza all'insegna della vera avventura, ma scoprimmo dei luoghi stupendi come Santiago di Compostela, in Galizia dove sono riposte le reliquie di San Giacomo. Un santuario imponente, che fa un certo effetto, sempre affollato, a qualsiasi ora della giornata . E che dire della costa Verde, a nord della Spagna dove ci sono posti incantevoli. Vi giungemmo una mattina alle prime luci dell'alba e percorrendo la strada vicino al mare, ricco di una lunga scogliera, non resistemmo alla voglia di cercare frutti di mare nascosti negli scogli: tutta la famiglia alla ricerca di patelle, granchi, lupini e quando ce ne furono abbastanza per tutti, preparammo gli spaghetti dello scoglio. Una bella sorpresa fu per noi anche Gibilterra con un'acqua di mare ghiacciata da sembrare il polo nord, ma fuori dall'acqua sembrava di stare nel deserto. Fu una vacanza deliziosa, movimentata, piena di colpi di scena e novità, ma intensa e per niente monotona. Ho cercato di ripetere quell'esperienza ma i miei mi hanno reputata pazza, dopo tutte le vicissitudini a cui andammo incontro. I miei amano tutti le comodità, le vacanze in hotel con colazione, pranzo e cena, con orari per tour, con sonnellini pomeridiani e nullafacenza totale. Per me questo è una perdita di tempo, la vacanza è fare anche quello che non si farebbe mai durante l'anno e talvolta dare uno strappo anche alla regola che ci vede così formali e noiosi, mentre io sono attratta dai luoghi ricchi di storia e di arte e visitarli in questo modo è per me molto creativo e il massimo cui aspirare.

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Filomena Baratto è presente anche sul sito artistico Dimensione Arte.

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