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Un foglio per amico

Una famosa canzone di Lucio Dalla comincia con "Caro amico ti scrivo" e sarebbe un'ottima cosa poter scrivere spesso a un amico o un'amica per farsi ascoltare.




Scegliere un'amica non sempre è facile e anche se abbiamo la nostra amica del cuore, succede sempre, immancabilmente, che proprio in quel momento è troppo impegnata, o ha difficoltà anche lei o abbiamo finito di rincuorarla da poco e non ce la sentiamo di investirla con le nostre lamentele. Allora le passiamo in rassegna tutte: una non va bene perchè quella problematica non la può capire, un'altra perchè ne farebbe un'esagerazione, l'altra sminuirebbe il contenuto, l'altra ancora prende tutto con ironia o con troppa filosofia. Alla fine della nostra rassegna siamo rimasti soli con noi stessi. Sarebbe stato meglio non fare tutta questa disamina e passare direttamente a confidarci con l'amica più affidabile e basta, senza fare osservazioni in merito, ma non sempre riusciamo a essere così distaccati o semplicemente egoisti e pensare a noi stessi.Quando tutto ci sembra difficile e noi abbiamo una gran voglia di far sentire le nostre ragioni e raccontare le trame del nostro vissuto o di situazioni che ci fanno stare male, non ci resta altro che il foglio per raccogliere gli echi dei nostri pensieri.

Il foglio, talvolta ci mette più paura dell'amica più cinica: non sappiamo da dove iniziare, nè cosa scrivere per primo o se ne valga realmente la pena tracciare un percorso di notizie come se stessimo annotando una lista o facendo un memorandum.



Noi e il foglio, due perfetti sconosciuti! E invece anche il foglio ha bisogno di noi, basta poco per riempirsi e non sentirsi più solo, compagno nel bisogno e strumento di trasmissione quanto mai utile. Badate, non ho detto digitare il nostro pensiero, ma scrivere, sì, con la penna, dove possiamo scarabocchiare e cancellare come vogliamo, dove mentre pensiamo facciamo i nostri ricami così tortuosi da non riuscire a capire cosa diavolo stavamo pensando per fare quello obbrobrio. O forse dare spazio alle nostre cornicette così carucce che oltre a distrarci dal pensiero che vogliamo appuntare, ce ne fanno proprio dimenticare! Vale soprattutto per noi donne, i maschietti sono un po' più concisi, veloci e non si perdono in fronzoli di ricami e ghirigori, ma appuntano quando hanno già la frase e vanno avanti anche con una certa fretta.



Il pericolo è di riempire pagine che dicano sempre la stessa cosa. Ma anche questo può essere positivo, indicativo del nostro malessere: scrivere più volte lo stesso pensiero con parole diverse, vuol dire che quello è il nostro malessere e riusciamo a fare il punto della situazione.



Ci sono difficoltà che hanno bisogno solo di essere raccontate, altre invece di tempi più lunghi per capirne l'essenza, altre richiedono solo rassicurazioni, altre ancora di condividerle con gli altri. In ogni caso scriverne non può fare che bene alla nostra mente e al nostro cuore che si libera di notizie, sensazioni, emozioni che a volte, come una valigia troppo carica, di cui non ci servono tutte le cose contenute, va alleggerita e rinnovata.




Spesso potrebbe servire il metodo misto, cioè scrivere su un foglio le nostre difficoltà e poi leggerle alla nostra amica e riuscire così anche a discuterne. Perderemmo meno tempo nell'elaborazione di quello che vogliamo dire e riserveremmo tutta la nostra attenzione alla discussione dell'argomento descritto. Scrivere allenta le tensioni e fa riflettere, per cui anche i sentimenti subiscono dei cambiamenti: quelli negativi tendono ad affievolirsi, mentre quelli positivi tendono a enfatizzarsi, il tutto dosato con maggiore lucidità disperdendo gli effetti drastici o improduttivi del nostro malessere. In molte occasioni, in discussioni accese, vengono fuori parole anche troppo dure, che se avessimo provato a scrivere, avrebbero sortito un effetto più diluito.


Imparare a mettere i nostri pensieri su carta non è necessariamente una forma di scrittura letteraria, ma semplicemente un espediente per organizzare il pensiero e comprenderlo meglio, soprattutto quando parliamo del nostro io più profondo e abbiamo difficoltà a spiegarci le nostre motivazioni. Chi scrive per passione, sa che mettere penna su foglio significa sbrigliare anche la propria fantasia, che non aspetta altro che lo spunto per creare e dare forma alle idee nei modi più svariati.




Mi piace scrivere al mio amico bianco, riesco in poco tempo a riempirlo così tanto che sicuramente quando mi vede trema. Poi rileggo e già va meglio, rileggo ancora e correggo, rileggo e rileggo fino a renderlo scorrevole. Alla fine mi rendo conto che quello che volevo dire si riduce a poche righe, ma ho dovuto lavorare di testa e di penna per formulare in parole quello che in origine era solo un pretesto per scrivere.
























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Filomena Baratto è presente anche sul sito artistico Dimensione Arte.

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