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Bell'Italia

Ogni anno organizziamo la vacanza  con mete precise e diverse dall'anno precedente.
Noi italiani siamo un popolo esterofilo, snobbiamo tutto quello che di bello ha la nostra terra e amiamo decantare i luoghi visitati all'estero e al ritorno, quando gli amici ci chiedono dove siamo stati,  noi lì a parlare della Grecia, di Formentera, della Spagna, di Sharm al Sheikh, Tunisia e via di questo seguito. Ma l'Italia, dico,  conosciamo l'Italia?
Turisticamente parlando l'Italia segue le sorti della politica e si divide anche i luoghi delle vacanze sia per ceto sociale, che per regione e in base alle simpatie che abbiamo con i nostri conterranei e poi ci sono le tendenze dell'anno: un anno va di moda la Puglia e poi è la volta della Romagna e ancora la Sicilia, la Sardegna...e poi bisogna controllare la tasca, il periodo, l'afflusso, la salute...
 
Ho un pessimo ricordo di quella volta che siamo stati a Tropea in un residence stupendo, dove però non siamo stati accompagnati dalla buona sorte e mentre ero intenta a cucinare, ho sentito sul selciato fuori casa, un'auto fermarsi e una voce sbraitare a tutto fiato:"Terroni di merda, siete solo terroni di merda". Non è mai montata così tanto la mia rabbia come in in quel momento per coloro che dal nord scendono qui al sud solo per usufruire del mare e riempire di merda chi vi abita.
 
Il signore che si era espresso in modo  così pittoresco e aveva infierito così tanto contro gli abitanti di Tropea, si era arrabbiato per dei disservizi nel  residence e  invece di riferirsi a chi di dovere, preferì inveire contro tutti. Noi decidemmo semplicemente di non tornare più da quelle parti. Non solo ho bandito dalle mie vacanze quel luogo pur amandolo molto, ma ho preferito trascorrere giorni di mare sempre in Italia. Ho scoperto la Puglia, un luogo stupendo, incantevole per mare e strutture, e poi la mia regione, la Campania, per avere una costa forse tra le più belle al mondo, che non ha nulla da invidiare  né alla costa Azzurra, nè a quella Brava, né a quella Del Sol, né quella Verde della Galizia.  E ancora le coste abruzzesi e quelle marchigiane per non parlare della costa ligure. L'Italia è veramente unica per il paradiso che si ritrova ad avere, peccato, però, che la maggior parte di coloro che la governano non passa le vacanze qui e non ha interesse a curare la patria, tanto basta prendere un aereo e stare alle Maldive o a Tahiti o in Asia. E così i nostri chilometri di costa, tra cantieri, spazzatura e roba varia, sono diventati un mondezzaio, anche là dove l'acqua viene spacciata per pulita solo perché qualcuno  ha fatto ottenere alla spiaggia un riconoscimento che ha valore più politico che reale. E non possiamo credere che da sola la costa romagnola possa assolvere a ruolo di dell'unica attrezzata anche se è un vero e proprio carnaio. Le nostre coste sono nella più completa disorganizzazione,  le spiagge italiane deturpate da continue invasioni di cemento e di scempio di ogni genere, rendendoci l'unico popolo al mondo disamorato dei suoi beni. E poi mi chiedo chi controlla le nostre coste? Chi sa dei soprusi che si consumano sulle spiagge o dei diritti che ciascuno si arroga, o degli scoli che in determinati luoghi conoscono solo quelli del posto? Certo, si risponderà, bisogna denunciare! Fatta, ma non è servita a nulla e allora?  Mi chiedo, se la politica serve al bene individuale oggi, visto che sono anni che non fa più il bene comune, che cosa aspettiamo? Che un giorno arrivino i francesi o i croati a comprare le nostre coste per farne paradisi che noi nemmeno immaginiamo? E' assurdo notare come in altri paesi, fazzoletti di costa impraticabile,  siano curati e resi appetibili pur non avendo le attrattive delle nostre terre e come gli altri sappiano far valere le bellezze dei loro luoghi anche se non così eccezionali come le nostre . Di solito l'arte che prediligiamo di più è quella della critica, sarebbe meglio se invece ci muovessimo nel senso di adoperarci di più. Ci vogliono interesse, amore ed educazione perché la civiltà non sia un semplice foglio di carta che dica che siamo diplomati o laureati. La civiltà è un modus vivendi, una forma mentis da acquisire giorno per giorno controllando ed educando all'occorrenza anche gli altri, quelli che credono di essere il centro del mondo! Trasformiamo la nostra bell'Italia nel giardino quale dovrebbe essere, questo significherebbe avere un popolo all'altezza dei suoi beni e della sua tradizione.


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Filomena Baratto è presente anche sul sito artistico Dimensione Arte.

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