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I luoghi di "Sotto le stelle d'agosto"

I luoghi dei  racconti di "Sotto le stelle d'agosto"  spaziano  dall'Italia, all'Inghilterra, all'Egitto oltre alla costiera sorrentina e amalfitana e le montagne dell'Abruzzo.
Comincio con la descrizione del Chiostro di San Francesco a Sorrento, un esempio di perfetta fusione di stili architettonici diversi: sui due lati del portico troviamo archi incrociati di tufo, espressione stilistica del tardo trecento; sugli altri due lati invece, si ergono imponenti archi tondi su pilastri ottagonali.
L’occhio attento potrà notare la presenza di numerosi elementi di spoglio, provenienti da templi pagani, sapientemente integrati nell’insieme architettonico ed utilizzati come colonne d’angolo.  E' qui che si svolge il concerto del primo racconto. C'è anche il mare della penisola con un lungo tratto che va da Castellammare a Punta Campanella per girare poi dall'altro lato della penisola e inoltrarsi verso Amalfi. Sono questi i luoghi del racconto "Solo" dove il protagonista trascorre gran parte del suo tempo quando se ne va in barca. Il mare da sempre è il mio caro amico o anche il mio temuto nemico, un luogo che affascina e intimorisce al contempo e che conosco bene per tutto il tratto descritto nel racconto.
Anche la costiera dall'altro lato, verso Amalfi, è piacevolmente descritta nelle prime pagine di Villa Reginella, adagiata sulla scogliera della superba Amalfi.
Ma non potevo lasciare fuori dai racconti la mia Cornovaglia, un luogo che ogni poeta o scrittore o pittore dovrebbe visitare. E' un luogo di grande ispirazione letteraria e artistica e, una volta visitato, resta nel cuore. La storia che si tesse da queste parti è quella della protagonista del racconto "Hotel Gelsomino". Ricordo ancora la cordialità e la simpatia di Mr James, proprietario dell'hotel proprio di fronte a S. Michael Mount, il famoso isolotto dove si trova un'abbazia benedettina e che ha il suo gemello davanti alle coste francesi. Così come il luogo più ventilato del mondo, Land's End, che affascina per i secoli di storia che si porta dietro e gli scenari mozzafiato che lo caratterizzano. Ho descritto questo luogo e immortalato nel racconto con grande precisione di descrizioni, così come realmente è apparso ai miei occhi. Un luogo è un tassello importante delle storie per la relazione che tesse con  il carattere, la psicologia del personaggio, lo stato d'animo nel momento in cui si svolge. La protagonista Marina arriva qui per una gita e si pone alla ricerca dell'uomo che ama. C'è nel racconto una perfetta fusione di animo e luogo, tempesta interiore e vento impetuoso del posto che spazza via tutto. Ogni cosa appesa a un filo, una labile speranza che a tratti sembra non aver motivo di esistere. Dello stesso racconto è l' Egitto con le sue Piramidi. La scena descritta nel racconto è una scena che ci trasporta in ambienti mediorientali di cui tante volte ho potuto leggere in libri come "Le mille e una notte", "La Bibbia", "Disciplina Clericalis" ed era così bella che ho voluto immortalarla nella pagina. Manie di chi scrive o scelta accurata di quello che abbiamo in testa, chissà! La storia di Hotel Gelsomino parte dalle montagne dell'Abruzzo, un paesaggio che ho visitato più volte nei periodi estivi quando da queste parti correvo da Castel di Sangro a Fossacesia per andare a mare sull'Adriatico. Là, sulle montagne, attraversandole ogni giorno per recarmi a mare, è nata la storia di Marina, immaginando come possa vivere una giovane da quelle parti , analizzandone difficoltà e sogni. I luoghi hanno una storia e sono depositari del nostro mondo, del nostro vissuto, delle nostre ansie e col tempo diventano come una seconda pelle, acquistando la nostra anima.


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Filomena Baratto è presente anche sul sito artistico Dimensione Arte.

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