Già Natale?

Non tutti amano  le feste, per molti sono malinconiche, ricordano eventi passati. In questo periodo siamo come dei disadattati, vedendoci insieme una sola volta all'anno e le feste come vengono vanno via riportandoci alla nostra normalità.  Regali sì, regali no, visite, liturgia, magie di colori e luci, il presepe, l'albero e quant'altro. E' un continuo muoversi tra cose e persone facendoci perdere di vista noi stessi. In questo periodo ci sono soprattutto i doveri, come le visite ai parenti, i regali a grandi e piccoli, le spese per i figli, i nipoti, i vicini. E poi preparare i menù diventati di botto dietetici, integrali, privi di glutine, leggeri, fatti di semi, senza pasta, di pesce, poco ma buono, senza eccessi né troppi dolci, solo quelli di cui non ne possiamo fare a meno. Ma Natale è la festa dello stare insieme: arriva il parente, c'è la visita di chi non vediamo mai durante l'anno, dei familiari, degli amici. Passiamo tutto il tempo a cucinare, a far la spesa, a mangiare,  a chiacchierare, a giocare. Ma in un battibaleno, questo tempo che sembrava lunghissimo, dove facevamo tutto quello che avevamo in mente, comincia a finire e ci troviamo catapultati di nuovo nei nostri giri quotidiani, di routine, ridandoci il sorriso per impadronirci dei nostri ritmi e non quelli imposti dalle cose e dagli altri.
Questo è un periodo affollato di persone, di cose e di fatti che andrebbero diluiti durante  l'anno. Le visite, invece di concentrarsi tutte adesso, dovrebbero essere fatte ogni volta che ne sentiamo il bisogno e non concentrare solo nel mese di dicembre i ringraziamenti, gli obblighi, le creanze, l' educazione...                
 
Anche le feste non dovrebbero essere così lunghe, ma brevi, per averne altre in mesi diversi, per andare dagli amici, per gli inviti dei parenti, per qualche viaggio. Invece siamo ingordi, tutto in una volta e poi più niente. Anche il denaro arriva e parte istantaneamente senza nemmeno vederlo scritto sulla carta, tanto lo abbiamo già ripartito in mille spese.
 Le feste dovrebbero essere più leggere di cose e più profonde di gesti, di incontri per guardarsi negli occhi e magari raccontarsi quello che non possiamo mai dirci, o passeggiare per incantarci a vedere che intorno a noi c'è dell'altro, abituarci a vedere il  prossimo non per dovere, non come uno che dobbiamo rabbonire, ma nella sua essenza, nei suoi bisogni, nelle sue richieste. Natale è un grande contenitore, una predisposizione dell'animo ad accogliere quello che non giunge mai in altro tempo, è un mare di emozioni, di arrivi, di partenze, di nascite, di allegria ma anche solitudine, tristezza, ricordi, pensieri e  anche paure. Natale è fuori e dentro di noi come una strada che percorriamo da sempre  e per la quale ci piace incamminarci come facciamo ogni anno. E' una sorta di cammino obbligato dove, mentre lo attraversiamo, ci abbagliano luci e riflessioni. Ogni anno è un'esperienza nuova, sempre come fosse la prima volta pur nella grande tradizione.
 
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