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Incontrarsi d'estate

L'estate ha un fascino maggiore rispetto alle altre stagioni, per il fatto di uscire spesso e stare di più all'aria aperta, per cui si fanno incontri di ogni tipo. Il caldo, la compagnia, il relax, sono buoni motivi per fare incontrare le persone, ma non tutti gli incontri sono piacevoli. Ci si incontra in spiaggia, al bar, in villa, in un luogo fuori zona. Spesso il luogo per ritrovarsi è la spiaggia, dove, magari vediamo la persona che proprio non ci è simpatica, che ci avvicina anche facendo finta, sulle prime, di non conoscerci.

Poi, più per vanità di farsi notare da noi che reale interesse nei nostri confronti, ci viene incontro salutandoci con un fare che poteva pure risparmiarselo. E tu lì a far finta di niente, tutt'al più manifesti la tua ritrosia e il non essere espansiva, ma lei ti sciorina fatti e misfatti che manco ti interessano e ti invita e vuole sapere tutto di te. Educata chiede della settima generazione se non fosse nel finale, ci tiene a dirti cosa ha comprato, chi è il genero, dove va ad abitare la figlia, e poi che sono fortunata e via così. Sono questi veri e propri attacchi non richiesti che tempestano le nostre giornate di relax e che magari ti fanno rimuginare tutta la giornata e poi a sera capisci che dovevi farle qualche domanda che non hai fatto, per esempio come mai era sola con una grande famiglia che si trova, o tante altre cose. Superata l'invadenza, ecco che nei giorni successivi vieni a contatto con l'amica che non vedevi dalla tua adolescenza con tanto di amarcord al seguito che ti escono anche le lacrime per tutto quello che ti fa ricordare e abbiamo modo di raccontarci la vita dalla scuola, alla laurea, alla famiglia, la casa, i genitori, sembra un David Copperfield interminabile che alla fine bisogna aggiornarsi il giorno dopo per il seguito. E spunta fuori il pensiero che non ti ha mai detto, l'ammirazione, l'emulazione che lei fa di te, e anch'io a raccontarle le cose che ho imparato da lei, le vicissitudini avute insieme, le chiacchiere e le confidenze. Poi, dopo aver svuotato il tuo cuore e lei il suo, ti rendi conto che ora abita a Nizza e non la vedrai facilmente, che passiamo a darci i rispettivi recapiti, ma sai che la lontananza un po' prende la frequenza con cui potersi vedere e in te stessa hai già capito che forse ti vedrai tra dieci anni o chissà. Ma tutti a dire che bello vedersi dopo tanto tempo, che affetto quella amica per te, in quale considerazione ti ha. Si, ma quante volte  ci siamo viste? Cosa mai ci siamo dette? Due giorni pieni e poi non ti vedi più. Certi incontri dell'estate sono quasi pericolosi, aprono ferite o lasciano segni, così anche le nuove conoscenze, quelle dell'ombrellone accanto, che magari incontri in albergo, ad una crociera, in piscina, in montagna. All'inizio è sempre un fatto entusiastico, poi restiamo di nuovo soli e non ci piace e poi chissà quando ci si vede. Sarà per questo che molti si comportano come perfetti sconosciuti, non danno confidenza, ti guardano come un'aliena e non per questione di educazione. Non si vogliono complicazioni, conoscersi per poi abbandonarsi. Mia madre aveva una sua concezione sulle conoscenze che era questa: di non lasciarsi andare ai ricordi, di non pendere dagli altri, di farti sempre una tua opinione e di essere una buona osservatrice dei costumi e del carattere delle persone. Quando andavamo in spiaggia, si dava confidenza solo a persone che avremmo rivisto, con le altre si era educati ma molto distaccati. Una volta ho fatto conoscenza con una signora di Napoli, amica di ombrellone, passando un'estate insieme in spiaggia con i nostri bambini. Ero convinta che ci saremmo riviste oltre al mare e così parlavamo di tutto, dei bambini, della casa, della scuola. A fine estate le regalai un centrino fatto da me tutto quel tempo passato insieme. Lei mi confidò che stava per trasferirsi all'estero con il marito ed era molto triste. Il giorno dopo sarebbe stato l'ultimo, ma non andai in spiaggia, non volevo fosse un addio. Eravamo state amiche per tre mesi. La mattina mi aspettava per aiutarmi con i bambini e dopo aver fatto loro il bagno, asciugati, andavano al parco giochi con gli altri, così avevamo un'oretta di chiacchiere e confidenze. A volte sappiamo raccontarci proprio alle persone che non conosciamo bene proprio per sapere che si tratta di una conoscenza a tempo. Di lei mi è rimasto la pagina di giornale da cui presi il modello del centrino. Questo è un ricordo prezioso per me, ricordo gli stati d'animo, le cose dette e i pomeriggi in acqua insieme ai bambini. Lei ne aveva uno, io due bambini allora, e lei mi aspettava col caffè, mi prendeva l'acqua fresca quando facevo l'uncinetto, diceva che le ricordavo la sua mamma. Qualche volta facemmo anche aerobica insieme divertendoci. Di sabato e domenica le due famiglie erano al completo e ci permettevamo anche qualche gioco a carte. Sono sicura che anche lei si ricorda di me.
Chi di noi non ha una persona da ricordare durante un'estate? Accade però, raramente, di incontrare persone che non si allontanano da noi e in questo caso è possibile intrecciare un'amicizia duratura o almeno una conoscenza che ci arricchisce. C'è poi l'amore di un'estate, di gran lunga il più pericoloso. Ci si conosce in modo approssimativo cercando solo complicità per il divertimento e il passatempo. Anche in questo caso è raro incontrare la persona giusta, molto spesso si fanno esperienze negative e invece di essere la stagione degli incontri, può diventare la stagione delle delusioni.


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Filomena Baratto è presente anche sul sito artistico Dimensione Arte.

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