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L'estate affettiva





Le mie estati da ragazza erano formidabili, c'era quell'incoscienza che ti faceva godere le cose. Un'ora di sole, o di mare, un panino con gli amici o le sorelle, uno stare al sole per ore a bruciare, a leggere, a guardare il cielo, a pensare, ad ascoltare le canzoni al jukebox, era il massimo. Qualche volta scappava il bagno notturno, la scampagnata in montagna, le uscite non previste con gli amici. Poi si cresce e le nostre estati cambiano. Lentamente diradiamo il mare, un po' ci fa male il sole, un po' non resistiamo e poi abbiamo da fare. Ci sono gli impegni, il lavoro, la famiglia, tutte incombenze e le nostre responsabilità ci fanno apprezzare di più la vita spensierata di un tempo quando agivamo solo per il piacere di fare. E ci sono i figli che invadono la casa, che non ci lasciano pensare, le faccende che si accumulano, le provviste da fare. Ma non cambia lo spirito estivo, quello di credere di avere tanto tempo a disposizione, di poter fare quello che amiamo di più. E avere anche tanto tempo per amare. Ma non è così. La stagione non si concilia bene con l'amore, quello vero, quello della famiglia, dei figli. Quanti figli di separati devono dividersi la vacanza, i momenti, le ore con i genitori. Spesso diventano pesi per non poter condividere tutto insieme. Bambini che per una settimana stanno con mamma e un'altra con papà. Genitori anziani che vengono visitati dopo la vacanza fuori, dopo il campeggio, dopo il viaggio. E come ultimo strascico magari la visita di cortesia visto che il tempo si è assottigliato. Coppie che credono di ritrovarsi e invece scoppiano in seguito a ritmi e stili di vita cambiati. Amici che non riescono a rivedersi per la lontananza e vivono di ricordi di passate estati, in attesa che un altro anno passi velocemente. Ed è in questo tempo che si conosce il distacco, la separazione come fatto che divide. Ed è così che passa troppo velocemente la vita per coloro che attendono affetto. E ancora i figli che vivono lontano, che arrivano e non vorrebbero andare più via. L'estate sembra la stagione del distacco, del vivere tutto subito. Il tempo scappa e proprio come quando il sole con la sua luce tutto illumina  e brucia, anche questa stagione si consuma brevemente. L'affetto non va cercato in una stagione, ma deve viversi sempre. Chi lascia all'estate le possibilità di una vita o quello che non riesce a progettare nel resto dell'anno, non lo otterrà in questo periodo. L'affetto non ha stagione, nè metodo, nè misure, è un'espansione del cuore che accade sempre e dobbiamo imparare a cogliere i suoi richiami, a rispondergli in ogni tempo, ad essere presente ogni volta che invoca.
L'estate è la stagione in cui tutto risalta, illumina e i nostri sentimenti escono allo scoperto, hanno più luce, più sole, più voglia di incontrarsi. E se è vero che è la stagione delle vacanze, dello spazio vuoto da riempire di cose piacevoli, è anche vero che tra queste cose non dovremmo far mancare l'affetto.


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Filomena Baratto è presente anche sul sito artistico Dimensione Arte.

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