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L'affare Sonia 22

Voleva raccontargli di suo padre, del grande uomo di mare, dei suoi sacrifici e constatare che anche lui aveva nel suo cuore i pensieri del suo papà. Voleva identificarsi in lui e vedergli in piccolo le sue caratteristiche. D’altra parte sarebbe stato difficile strapparlo a quel mondo così artefatto. Il suo posto era lì dove era nato, non avrebbe mai permesso di spostarsi altrove o poter capire il mondo del suo vero papà. Almeno nel pensiero cullava suo figlio perché solo lì poteva sentirlo suo, al riparo dalle convenzioni, dalle apparenze, semplicemente nel calore della verità. Immaginava le sue fattezze, le sue propensioni e lì al caldo dei suoi pensieri lo vedeva crescere meglio che se gli fosse stato accanto. Era questo particolare aspetto del suo carattere di pensare oltre misura su ogni cosa che non gli faceva rimpiangere la sua vista. 

Ogni tanto gli mancava il colore del sole e della sua terra, colori ineguagliabili. Era fortunato ad averli conosciuti: il bianco puro dei fiori d’arancio, il giallo dei limoni sempre profumati, il blu intenso del suo mare e il turchino del cielo o il verde dei monti intorno con tutte le sue gradazioni e ancora l’arancio intenso degli agrumeti sparsi ovunque. Tutti questi colori erano stampati nel suo cervello. L’unico interesse immediato, oltre al benessere dei suoi familiari erano gli affari che lo tenevano vivo. Sarebbe rimasto lì qualche mesetto prima di ripartire, là dove lo riportavano gli interessi sparsi per il mondo per poi ritornare alla sua seconda terra, Santa Cruz. Nel frattempo avrebbe retto i fili degli affari anche lì a Sorrento, aiutato da tutti i familiari e dagli stretti collaboratori. Nei giorni che seguirono rifinì la procedura per il divorzio con grande civiltà nei confronti della moglie. Le bambine ebbero il padre tutto per loro e si divertirono come un tempo sui colli vicino alla loro casa. Santo era ancora abile a tirare qualche palla o essere sbattuto sul prato e giocare con loro. Zack, fedele al suo ruolo di accompagnatore gli evitava tutti i pericoli. Le bambine erano veramente felici. Santo, a tratti, si immalinconiva, le cercava con le mani tese, le attirava a sé e le stringeva forte al petto: “Quanto mi siete mancate”!

“Papà fece Marika, perché non mi vedi?” “Perché ho giocato con un delfino che stava sotto la mia nave e alla fine mi ha fatto cadere in acqua e paf come per magia non ci vedo più!” “Allora è stato più forte di te?” “Molto più forte di me! Ora lo aspetto di nuovo e quando ritornerà lo affronterò con una forza maggiore”. “Oh papà, ti prego, fece Marika quasi piangendo, quello ti ammazzerà”.
“Ma che dici, stupida, fece Federica, mica è un uomo, è un pesce”.
“No, stai tranquilla, rispose il padre, ora so di essere più forte e lo ammazzerò, te lo prometto”.
“Bravo papà, sei sempre il più forte”. Zack accucciato al lato del padrone sembrava gradire quella conversazione e Marika liberatasi dalle braccia del padre gli diede un piccolo schiaffo e Zack intese che doveva giocare con lei.
Subito Federica si aggrappò al padre questa volta tutto per sé e lì appoggiata al suo petto dove poteva sentire il ritmo del suo cuore, sembrava al sicuro.
“Papà devi partire di nuovo?” “Federica adesso è tutto diverso. Papà non porta le navi, mai più. Ora papà le navi le compra e questo vuol dire che le mie assenze sono brevi e qualche volta porterò anche voi con me”.
“Papà perché hai lasciato mamma?” “Vedi, tesoro, la mamma è così buona con me e lo è sempre stata. Non voglio farla soffrire.
Lei ha sempre odiato le mie assenze. Moreno è stato il suo primo amore, mentre io amavo un’altra donna quando ero ancora ragazzo. Poi lei è stata mandata in America perché non volevano che si sposasse con me. Ora ci siamo incontrati a Santa Cruz, la mamma questo lo ha capito e non lo ha tollerato. Tra noi resta però l’affetto che ci ha uniti e voi che siete la nostra parte più bella. Insieme abbiamo deciso di stare con la persona che amiamo di più”.
“E noi? Ci ami di più come dici tu adesso che non stai più con la mamma?”
“Vedi, i figli si amano sempre di più rispetto a tutte le altre cose perché tu e Marika siete due pezzettini delle nostre vite, mia e di mamma. E’ come se qualcuno ti chiedesse se tu vuoi bene alla tua gamba o alle tue mani. Non puoi scegliere perché ami tutto il tuo corpo!” “E’ vero papà. Allora ci vorrai sempre bene?” “Come potrebbe essere diversamente? Adesso siete voi a farmi vedere. Ed io anche al buio vi vedo, siete i miei occhi.” “Papà sei così bravo e ti voglio sempre così”. Zack si unì a loro e insieme rotolarono sul prato primaverile, sotto il profumo degli aranci e limoni mentre in lontananza le scie delle navi solcavano il mare in ogni direzione.
Alida tornò a prendere le bambine. Santo la fece sedere accanto. Poteva immaginare le sue espressioni che conosceva bene ma molto meglio conosceva la sua bontà.
“Sei una donna straordinaria! Ti ho sposato proprio per questa caratteristica e sei stata contagiosa”. “Santo mi dispiace per tutto quello che è successo!” “Non lo dire. E’ solo colpa della mia testardaggine!” “Ora la vedi Sonia? State insieme?” “Non sto con lei. Mi sono trincerato dietro al mio buio. Devo prima risolvere qualche problema e poi vedremo”.


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Filomena Baratto è presente anche sul sito artistico Dimensione Arte.

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