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L'affare Sonia 24

“I figli seguono per la maggior parte le orme dei padri e anche Peter lo farà, non temere, è un processo naturale. Penso piuttosto che tu non debba sottolineare in modo così preciso il suo carattere, altrimenti insospettirai Jeffrey che è all’oscuro di tutto. Ha grandi progetti per il figlio e devi assecondare le sue premure e paure come ogni padre. Devi permettere a tuo figlio di avere questo padre che si trova, senza cambiare le carte in tavola. Dimentica che Peter è il figlio di Santo”.
“Hai ragione zia, devo fare in modo che padre e figlio leghino di più, d’altra parte Jeffrey è così dolce!” “Appunto”. “Domani lo porterò in ufficio da lui in modo che cominci sin d’ora a familiarizzare con il suo lavoro”. Il giorno dopo negli uffici della compagnia, giunse Santo sotto le mentite spoglie di Giuseppe Gargiulo.

Era ben vestito e mascherato di capelli più folti e baffi, occhiali per evitare la luce e anche la curiosità del prossimo quando sentiva che era non vedente. Nessuno doveva riconoscerlo ed era già tanto che ci riusciva. Quegli affari riuscivano bene per la sua maschera ben portata, forse anche sentita. Non aveva più l'animo del bel tenebroso di prima, ora la vita scorreva per gli affari, solo per quello, che era anche l'unica cosa che gli era rimasta. “Signor Connelly", chiese, con a fianco Filippo che lo scortava anche nel più piccolo spostamento, "ho saputo che suo zio, il signor Krups si trova in qualche difficoltà e vorrei poter rilevare delle navi, mi interessano tutte. Avrei bisogno di navi da carico o passeggeri di media portata”.
“Signor Gargiulo, è una fortuna la sua offerta, ma al momento sono disponibili solo navi di grande stazza e non so se fanno il suo caso”. “Cosa propone signor Connelly?” “C’è la Maryland e la Wolf disponibili subito, appena scaricate. Per l’aspetto economico bisogna consultare lo zio di mia moglie”. “Mi dica quando posso tornare?” “Domani pomeriggio, quando sarà di ritorno da Singapore”.
“Allora a domani”. Mentre i due si salutavano bussarono alla porta Peter e sua madre. Sonia riconobbe l’armatore Gargiulo e lo salutò calorosamente. “Vedo che vi conoscete! Fece Jeffrey”. “Si, il signor Gargiulo ha acquistato la Noias a Santa Cruz”. “Si, adesso ricordo”.
Santo a sentire Sonia quasi si irrigidì e afferrata la sua mano la strinse calorosamente, sembrava non volergliela lasciare più creandole qualche imbarazzo.Non osò immaginare cosa sarebbe successo se Sonia avesse potuto vedere la sua vera identità. Fortunatamente era completamente coperto, nessun tratto della fisionomia usciva allo scoperto. Filippo aveva fatto un buon lavoro e lui, sicuro di questo aspetto, agiva nella più completa disinvoltura. Se solo avessero potuto ascoltare il ritmo del suo cuore, avrebbero potuto intendere quello che provava, ma anche quello fu salvato da una voce ben impostata e uno sguardo fisso. Ascoltò con vivo interesse la vocina di Peter, facendo i conti aveva circa sei anni, che buttava le braccia al collo di Jeffrey mentre egli provò un nodo alla gola.
“Ha figli signor Gargiulo?” “Si, due ragazze”. “E’ una gioia avere dei figli, capisco quelli che non avendone, farebbero qualsiasi cosa”.
“Rappresentano tutto per un padre. Racchiudono il suo avvenire, il suo futuro, la sua vita”.
“Saluta il signor Gargiulo” chiese Jeffrey e Peter con voce squillante salutò con cortesia.
“Bene, ritornerò domani, signor Connelly”. Santo si accomiatò e uscì con una certa fretta, preso dall’emozione. Sonia rimase assorta a riflettere quello strano modo di stringerle la mano. E così, per quella stretta di mano troppo forte per essere normale, si prefisse di non mancare all'appuntamento del giorno dopo. Poi rivolta al marito gli chiese: ”Che cosa sai del signor Gargiulo?” “So che è un armatore con flotte sparse qua e là. E’ un uomo con doti eccezionali, riesce a comprare le navi migliori sul mercato e si trova sempre nel posto giusto al momento giusto. Ha un fiuto per gli affari meglio di tuo zio. E’ un uomo da ammirare”. Sonia si fece un quadro troppo personale su quell’uomo e ripensando alla sua donna, che aveva il suo stesso nome, pensò che forse il destino li aveva fatti incontrare per questo.
“Sai", disse Sonia rivolta al marito, "la sua donna si chiamava Sonia come me e proprio per questo ha voluto comprare il Noias”. “Accidenti, doveva essere un amore grande!”
“Eh sì, proprio così. Povero uomo, mi fa tanta pena!” “A me no! E’ così determinato, forte, per cui, anche se non vedente, risulta essere un fatto irrilevante per quanto sia in gamba anche con questa mancanza!”
Il giorno dopo Sonia, puntuale, varcò la soglia dell’ufficio di suo marito e dopo pochi minuti Santo apparve nel suo vestito color tabacco, bello anche nella sua nuova identità. Sonia sedeva alla destra del marito e mentre si confrontavano, arrivò Krups con due guardie del corpo, grosse come due armadi. “Signor Gargiulo è un piacere fare affari con lei!” “Il piacere è tutto mio signor Krups”. Santo si rendeva conto che l'armatore non mostrava alcun malessere circa le condizioni disastrose delle sue finanze, il suo sorriso era sempre smagliante come non mai.
“Bene, cominciò Krups, le posso consegnare subito la Wolf mentre bisogna attendere per la Maryland, ci sono alcune pratiche in corso che prenderanno del tempo. Se riesce ad aspettare due settimane, anche l'altra potrà far parte delle sue".
"Non ho fretta Signor Krups, faccia tutto quello che deve!"

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