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L'affare Sonia 25

“Acquisto anche la Maryland” disse Santo deciso. Krups notò che l’acquirente non aveva alcuna remora a comprare e faceva forza sul fatto di aver messo in cantiere altre due scommesse come quella del capitano rimettendo così in sesto la sua flotta come prima. Aveva anche dato incarichi per due navi nuove nei cantieri italiani e inglesi e ciò lo faceva stare tranquillo come se nulla fosse accaduto alla sua flotta.


D’altra parte Santo aveva fatto bene i conti. Restavano a Krups il Gabbiano e il Faro, due ottime navi italiane e, se la fortuna avesse spirato dalle sue parti, poteva sottrargliele nel giro di poco tempo. Sonia quel pomeriggio rimase abbarbicata al capitano e non mostrava nessun altro interesse che non fosse di stargli accanto. Lo tempestava di domande su Santo: dove abitasse, come l’avesse conosciuto, chiedeva notizie della sua famiglia, delle sue figlie. Egli rispondeva con qualche difficoltà a doversi sdoppiare, ma risultava sempre convincente. Alla fine si lasciarono come due buoni amici: “Qualche volta verrò a trovarla a Sorrento, gli confidò Sonia”. “Ne sarei felice,” rispose lui e andò via.

Il signor Krups, con un sigaro cubano in bocca e lo sguardo fisso all’orizzonte, rifletteva che i suoi giochetti con le scommesse e le assicurazioni non gli davano più l’agiatezza di un tempo. Gli restavano due navi che non poteva vendere altrimenti sarebbe stata la fine per lui. Come era potuto succedere quello sfacelo? Gli ritornò in mente Stazio, l’incendio, i soldi guadagnati allora e ora…Ora si trovava con pochi spiccioli e tanta amarezza. Da una grande flotta era rimasto con due navi: “Quel ragazzo mi ha portato sfortuna!”
Per un attimo ripensò a Stazio, alla sua stoffa di marinaio forte e coraggioso. Aveva fegato quell’uomo! Si sorprese ad ammirare il suo avversario. “Chissà cosa avrebbe fatto al posto mio”. In attesa di riflettere sulla sua sorte si era ritirato un po’ dalla scena internazionale. Non partecipava più ai grandi galà, alle feste della marina. Al suo posto il comandante Gargiulo, malgrado il suo handicap, era diventato un idolo. Tutti guardavano a lui come un esempio da seguire. Anche Krups non poteva fare a meno di ammirarlo. Rappresentava l’uomo di successo, capace, riflessivo, tempestivo nelle decisioni. Forse poteva farsi consigliare da lui come fare per non perdere le uniche due navi che gli restavano. Lo invitò a casa sua e questa volta fece uno studio approfondito dell’uomo. “Signor Gargiulo come ha perso la vista?”
“Sono stato a contatto con dell’acido. Sa da giovani si è poco attenti”.
“Mi dispiace! Ma lei ha conosciuto il signor Stazio? So che eravate vicini!”
“Sì, Santo era mio amico”. “Strano, rispose Krups, si vede che siete dello stesso paese, avete lo stesso punto di vista”.
“Sì,io e Santo eravamo molto legati. Era un ragazzo che aveva sempre lavorato! Non ci voleva una fine così, non se la meritava! E poi amava quell’americana... ed è morto senza poterla abbracciare!” “Chi amava?” “Non so di preciso, era una donna da cui lo avevano allontanato da ragazzo!”
“Capisco fece Krups”, più confuso di prima!
“Avrà sofferto molto per la sua perdita!”
“Certo, anche se non ci vedevamo spesso. Vedersi non è proprio il termine giusto, non ci incontravamo spesso. Dalle nostre parti ci si conosce tutti e quando accade qualcosa a qualcuno, ne sono al corrente tutti. Ormai è passato del tempo e preghiamo per lui!”
“Signor Gargiulo, se lei dovesse consigliarmi per non perdere le mie ultime due navi ed evitare di finire in bancarotta, cosa mi consiglierebbe di fare?”
Santo stava per raggiungere il suo scopo e non doveva lasciarsi fregare dall’ orgoglio. Doveva tessere ancora, doveva lavorarci bene, doveva avere pazienza. La vendetta doveva essere messa a punto nel migliore dei modi.

“Mi dica signor Krups, quanto le ha reso il mondo delle scommesse? Credo che tutto sia iniziato di lì. Ma una vera flotta va costruita col lavoro, viaggiando e guadagnando. Tutto quello che nasce dal raggiro finisce per perdersi così come è giunto. Dovrebbe puntare sul lavoro delle navi e non sui facili guadagni. Faccia viaggi in posti dove nessuno vuole andare con una ciurma esperta, senza intermediari, né terze persone. Vada lei, affronti il mare e i pericoli e vedrà se salverà la merce e i guadagni”.
“Non capisco come lei abbia fatto a navigare senza la possibilità di vedere quello che faceva, signor Gargiulo”.
“Vede signor Krups che molto spesso pur guardando non vediamo ed è l’equivalente in cui mi trovo io: non posso guardare le cose ma le vedo, le sento, le avverto, le prevedo, le immagino. La vita è un po’ così. C’è chi guarda e non vede e chi vede ma non può guardare. A mare ci vuole fiuto, ci vuole capacità di decisione e non è la vista che le rende queste cose. E poi forse lei non sa che mancando un senso, si affinano tutti gli altri. L’udito migliora, il tatto raddoppia, il gusto è speciale, l’olfatto sale alle stelle. A volte non mi accorgo di essere cieco e forse il non vedere mi preserva da tante cose.”
“La sua saggezza è invidiabile, pur essendo giovane. Voi capitani della penisola avete il mare nel sangue. Ulisse vi fa un baffo, se solo avesse varcato lo stretto di Gibilterra, si sarebbe trovato in grande difficoltà. Invidio voi gente di mare, vera gente di mare. Il mio errore più grande è stato prendere persone sulle navi dai posti più disparati e invece dovevo scegliere gente come voi. Col senno di poi non si può fare la storia, ma la si può migliorare”.
“Si tenga strette le sue navi, Krups, facendole gestire da persone esperte, ma le ripeto, lei dovrebbe avere in mano la situazione senza demandare nessuno”.
A incontro finito Santo si rese conto di aver ancora una volta agevolato Krups suggerendogli cosa fare. Era come se non gliele volesse sottrarre ancora, come se quella sfida dovesse continuare,da portarla così all’infinito. Aveva una tale rabbia nei suoi confronti, vedendolo come il responsabile di ogni sua sfortuna, che ridurlo in serie difficoltà non avrebbe soddisfatto la sua sete di giustizia. Doveva vivere nell’ansia di dover perdere tutto ma non ridurlo alla fine. Voleva che gli chiedesse aiuto, che avesse bisogno di lui e ritornasse a ritroso nel tempo magari collegando la personalità di Gargiulo a Stazio e leggere quella tragica fine del Sonia come la sua rovina più che la sua fortuna.

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