Le intermittenze del cuore

Ci sono dei periodi in cui ci troviamo a stilare bilanci in preda al timore che la nostra vita non abbia più verità assolute e lo facciamo in conformità alle mode di oggi che ci impongono continuamente "indagini di mercato", in questo caso, di noi stessi. Accade in seguito a un evento, una rivelazione, una scoperta interiore o semplicemente per una situazione di sofferenza, un momento tanto atteso che ci ha poi deluso.

Per fortuna sono pochi i momenti rivoluzionari come questi, che giungono a sconvolgere la nostra vita tranquilla, ma talvolta sono un bene, come le grandi pulizie di casa, giungono per mettere ordine tra le nostre cose e lasciare solo quelle per le quali valga veramente la pena di vivere.
Sul piatto delle perdite, cominciamo col mettere quelle persone per le quali ci siamo sciolti come neve al sole, ma che sono rimaste fredde più della pietra e, non solo hanno preso a larghe mani, ma hanno preferito nuove strade.
Così avviene che le nostre certezze, i nostri idoli, assumono un nuovo ruolo per noi, così come gli amici, le persone care che, quando non ce lo aspettiamo, subiscono metamorfosi ai nostri occhi, lasciando sulla strada le loro spoglie secche come i serpenti.
Anche i figli col tempo cercano solo l'albero sotto il quale andare a ripararsi dal freddo, dal caldo o dalle bufere e, pur essendo una grande gioia, sono lontani e hanno necessità ed esigenze diverse da quelle che noi immaginiamo per loro.

La nostra vita è costruire ogni giorno, senza abbandonarci agli eventi, ma vivendoli attivamente nella loro unicità. Ed è per questi momenti, che, una volta vissuti, abbiamo voglia di riviverli e li ricerchiamo continuamente e, quando non arrivano in tempo utile, ci serviamo del bilancio per piangerci addosso.
La vita è una continua sorpresa, che lascia costernati ma anche piacevolmente colpiti. A volte, sono proprio le cose o le persone, che ci arrivano come scie di comete o polvere di stelle cadenti, che ci abbagliano così divinamente, da brillare per noi più delle nostre certezze.
"Ricominciare" sempre e comunque, con tutte le sue difficoltà, questa è la nostra risorsa rinnovabile, e imparare che oggi non è più ieri, anche se di ieri giungono continue schegge di ricordi che interferiscono con il nostro presente e si frappongono a noi, quelle intermittenze del cuore, di cui parlava M.Proust; ma anche domani sarà diverso da oggi e tutto servirà per scoprire le nostre epifanie tanto amate da J.Joyce, ovvero le rivelazioni sul senso della nostra vita che giungono solo col tempo.
E' importante non lasciarsi sfuggire queste sfumature, queste occasioni di riflessione profonda, che apportano nuovi bagliori in noi e che fanno parte del bilancio attivo, un bilancio stabile, che non risente del pil o degli scambi commerciali, ma solo della lezione della nostra vita.
Le sofferenze, le paure, gli abbandoni, sono da leggersi solo sotto una nuova luce, fasi di crescita personale dove, come una potatura, va via ciò che, pensando ci faccia bene, invece si rivela un danno.

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