di Tiziana Iaccarino.
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Una famosa canzone di Lucio Dalla comincia con "Caro amico ti scrivo" e sarebbe un'ottima cosa poter scrivere spesso a un amico o un'amica per farsi ascoltare.
Mai come in questo periodo dell'anno siamo dispensatori di auguri a più non posso, senza nemmeno rendercene conto, con l'auspicio che le cose ci vadano bene, che la vita ci dia ciò che desideriamo o che tutto vada nel verso in cui ci auspichiamo. Augurare è il verbo della speranza, dell'attesa, del presagire ciò che accadrà.L'etimologia della parola la vede legata agli "auguri" coloro che davano indicazioni sul futuro attraverso i sogni o semplicemente la lettura dei fatti. Il termine deriva anche dalla parola latina "augere" ovvero accrescere, aumentare e in tal senso va inteso come un volere prevedere abbondanza di fatti positivi e che portino tanta serenità. Augurare un futuro bello e prosperoso, ricco di sorprese e ogni sorta di bene è quello che chiediamo un po' tutti per sè e per gli altri.
A volte , però, siamo un po' troppo proiettati nel futuro, in questa ricerca spasmodica di volere l'optimum dal domani e magari perdersi il meglio di un presente, forse meno eccitante ma per niente scialbo. Il futuro, da sempre, proprio perchè inconoscibile, ci attrae fortemente e questo dipende dalla considerazione che possa essere migliore del nostro presente, possa darci meno dispiaceri, possa risultare più intrigante e radioso, possa contenere i nostri sogni e noi vogliamo raggiungerlo quanto prima . La vita, anche nei suoi momenti eccezionali, si presenta sempre in una normalità che forse non ce ne rendiamo conto. C'è una costante nella nostra vita, quasi un limare gli avvenimenti che non superano mai una certa soglia, perchè la nostra vita è fatta di momenti che in misura diversa contengono sempre emozioni che si bilanciano in positive e negative, anche nei momenti straordinari e unici. Ci sono eventi che segnano la nostra vita ed eventi ordinari che riempiono le nostre giornate, ma tutti portano emozioni positive e negative. Quest'ansia del futuro che, secondo noi, è scevro da ogni brutta esperienza come fosse depositario di soli eventi eccezionali, è pura fantasia. Questo dovrebbe bastarci come esperienza per farci vivere meglio il presente e imparare a non attendere eventi straordinari ma saper vivere quelli ordinari che ci possono dare emozioni di gran lunga più durature e profonde.
La nostra ansia ci porta a ricercare momenti sempre ricchi di emozioni che possano darci continue sensazioni di felicità e riponiamo nel futuro la possibilità di vivere il meglio della nostra vita.D'altra parte la nostra preoccupazione è di vivere intensamente la vita senza privarci di nulla, provando a esprimere i nostri desideri e sperando che essi si avverino e allora l'augurio è di provare sempre grandi cose, grandi emozioni, sensazioni, sentimenti, amori, passioni...
Una volta, da bambina, Natale arrivava col profumo di muschio tirato dai muri di cinta della strada per fare il presepe. Ricordo che il nonno lo allestiva nella scala che portava giù in cantina. Appena si apriva la porta, risaltavano le lucine della grotta con su la cometa e tanti pastori sparsi sugli scalini. Si notavano nitidamente Maria e Giuseppe e il poco calore in tutta la cantina era prodotto dal povero bue e asinello, che da soli non riuscivano a scaldare tutto quel freddo! Trovavo sempre una scusa per andare ad aprire la porta della cantina e sbirciare dentro cercando la famigliola illuminata sotto la cometa! Il nonno mi spiegò, dopo averglielo chiesto, che il presepe era stato costruito lì per dare un po' di luce alla cantina umida e gelata e Gesù era nato al freddo e al buio di una grotta, per cui quella cantina era perfetta. Quella spiegazione non mi piaceva e io talvolta prendevo in mano i pastori per riscaldarli e poi li riponevo di nuovo al loro posto osservando a lungo i loro visi e gli abiti e le pecorelle così piccole e come guardavano lì nella culletta a cercare il piccolo neonato!
Da quando giro per le presentazioni del mio romanzo"Rosella", ho scoperto il piacere del caffè letterario.