Ieri mattina sono stata ospite dell’ITIS “Pacinotti” di Scafati per la presentazione del mio testo Al largo di Santa Cruz alle scolaresche delle classi terze, nell’ambito della rassegna "Il Maggio dei Libri 2026"
Per la seconda volta sono stata ospite in questa scuola a distanza di tre anni e contenta di ritornarci per l'attenzione che la scuola dà a una serie di iniziative culturali umanistiche pur trattandosi di un Istituto Tecnico. La dirigente scolastica, professoressa Adriana Miro, promuove numerose attività per avvicinare i ragazzi alla lettura.
Il testo, "una favola moderna", come lo ha definito la professoressa Carmen Matarazzo, presidente dell’Associazione Culturale “Achille Basile – Le ali della lettura” di Castellammare di Stabia e moderatrice dell’incontro, per gli argomenti trattati si prestava a commenti e riflessioni da parte dei ragazzi.
Tra le domande poste dagli alunni, molte facevano riferimento alle descrizioni paesaggistiche e alle introspezioni psicologiche. Ho avuto modo di parlare di alcuni aspetti del romanzo in generale, sia per quanto concerne le parti discorsive, sia per la funzione dei dialoghi e delle stesse descrizioni ambientali.
Il mare è il grande protagonista del romanzo in tutte le sue declinazioni: storie di chi parte e di chi resta; mare come distesa sconfinata e forza distruttiva, elemento paesaggistico e rasserenatore; il mare come grembo materno e grande metafora della vita.
Molti i riferimenti all’Odissea, prendendo in considerazione il protagonista Ulisse che, dopo aver viaggiato, torna alla sua Itaca ponendo un freno ai propri vagabondaggi.
Ma mentre Jacopo, protagonista di Al largo di Santa Cruz, dopo i suoi viaggi ritorna per restare, Ulisse non raggiunge mai una serenità pienamente appagante.
“Ogni libro è una creatura viva”: questa la frase scelta dal Ministero della Cultura per la rassegna. Ed è vero. Il libro vive di vita propria una volta compiuto; l’autore sembra quasi un estraneo, escluso da tutto ciò che può accadere in seguito, quando ognuno, a lettura ultimata, ne interiorizza una parte come qualcosa di suo e non più di chi l’ha scritto.
Ringrazio la dirigente scolastica per avermi inserita nella rassegna.
Un ringraziamento anche alla docente M. Antonietta Barone per l’impegno profuso con i ragazzi nella lettura del testo.
Ringrazio inoltre Carmen Matarazzo per la disponibilità, la generosità, l’impegno e la dedizione che profonde da decenni nelle attività culturali della nostra città e del territorio.


