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| I primi tre pannelli si trovano al Museo del Prado, il quarto è conservato a palazzo Pucci a Firenze. |
Al Prado di Madrid, uno dei più importanti musei del mondo, sono conservate opere italiane che ogni visitatore dovrebbe ammirare. Tra queste spiccano i quattro pannelli di Botticelli dedicati alla novella di Nastagio degli Onesti: tre si trovano al Museo del Prado, mentre il quarto è conservato a Palazzo Pucci, a Firenze.
Le scene sono tratte dall'ottava novella della quinta giornata del Decameron di Boccaccio, dedicata agli amori che, attraverso una serie di traversie e situazioni avverse, giungono infine a un lieto fine.
La novella racconta la storia di Nastagio degli Onesti, un ricco gentiluomo di Ravenna che si innamorò della figlia di messer Paolo Traversari, uomo molto più ricco di lui. La giovane, però, non ricambiava il suo amore. Nastagio ne soffrì profondamente e fu sul punto di togliersi la vita, finché gli amici non gli consigliarono di allontanarsi da Ravenna. Si trasferì così a Classe (l'antica pineta di Chiassi), dove si stabilì.
Agli inizi di maggio concesse una giornata di libertà alla servitù e si inoltrò nella pineta. Qui fu testimone di una terribile visione infernale: una donna nuda, con i capelli sciolti e il corpo ferito, correva inseguita da due cani feroci che la mordevano, mentre un cavaliere armato, a cavallo, la inseguiva minacciandola di morte.
Mosso a compassione, Nastagio tentò di soccorrerla, ma il cavaliere glielo impedì e gli raccontò la propria storia. Era Guido degli Anastagi, innamorato di quella donna molto più intensamente di quanto Nastagio non fosse innamorato della figlia di Paolo Traversari. Disperato per il suo rifiuto, si era suicidato. La donna aveva gioito della sua morte ma, poco tempo dopo, era morta anch'essa. Poiché non si era mai pentita della propria crudeltà, entrambi erano stati condannati alle pene dell'inferno. Quella scena rappresentava la sua eterna punizione.
Ogni venerdì il cavaliere la raggiungeva, le apriva la schiena, le strappava il cuore e lo gettava in pasto ai cani. Poi la donna si rialzava come se nulla fosse accaduto e ricominciava la sua fuga, nuovamente inseguita dai mastini e dal cavaliere.
Nastagio ebbe allora un'idea: far assistere alla scena la giovane che lo aveva respinto e i suoi familiari.
Per permettere loro di assistere alla rappresentazione, organizzò un sontuoso banchetto sotto la pineta e invitò la famiglia Traversari e molti nobili di Ravenna. Durante il pranzo comparve la terribile visione. I commensali furono atterriti e la stessa giovane, sconvolta da ciò che aveva visto, accettò infine di sposare Nastagio.
Boccaccio riprende alcuni temi dell'amor cortese, ma li interpreta in modo nuovo, realistico e spesso ironico. La novella mostra come l'ingegno di Nastagio riesca a trasformare una situazione disperata in un esito favorevole.
Per Boccaccio l'amore è una forza travolgente alla quale non ci si può sottrarre. La novella riflette inoltre la mentalità medievale, secondo cui la crudeltà di una donna nei confronti di un innamorato fedele costituisce una colpa destinata a essere punita dalla giustizia divina.
La rappresentazione della novella è affidata ai quattro pannelli di Botticelli. Nel primo pannello il pittore raffigura la donna inseguita nella pineta dal cavaliere, vestito di un'armatura nera, e da tre cani feroci, anziché due come nel racconto di Boccaccio. Nel secondo pannello il cavaliere raggiunge la donna, le apre la schiena e le strappa il cuore per darlo in pasto ai cani. Nel terzo è rappresentato il banchetto organizzato da Nastagio affinché la giovane amata e i suoi parenti assistano alla terrificante scena. Questi sono i tre pannelli conservati al Prado. Il quarto, custodito a Palazzo Pucci a Firenze, raffigura invece il matrimonio tra Nastagio e la giovane che, dopo aver assistito alla visione, decide di sposarlo. La scena culmina in una sontuosa cerimonia nuziale.
I pannelli furono probabilmente commissionati da Lorenzo il Magnifico in occasione delle nozze di Giannozzo Pucci e Lucrezia Bini, celebrate nel 1483, come dono destinato alla famiglia Pucci.
Botticelli rappresenta una scena di estrema violenza, ma la trasfigura attraverso l'eleganza del disegno, la raffinatezza delle figure e l'armonia della composizione. La crudeltà dell'episodio viene così attenuata dall'equilibrio formale tipico della cultura neoplatonica fiorentina.
Le scene sono ricche di dettagli; la vicenda principale occupa il centro della composizione ed è resa con colori luminosi, linee morbide e un perfetto equilibrio tra narrazione e paesaggio. Botticelli fonde il racconto fantastico con una rappresentazione estremamente realistica della società fiorentina del Quattrocento, evidente soprattutto nelle figure dei commensali e nell'ambientazione.
Nel primo pannello, al centro della composizione, la donna viene assalita da uno dei cani mentre il cavaliere, subito dietro di lei, continua l'inseguimento senza darle tregua. Nel secondo il cavaliere scende da cavallo per aprirle la schiena e strapparle il cuore. Botticelli utilizza la tecnica della narrazione continua, rappresentando nello stesso spazio diversi momenti della vicenda. Lo sguardo dello spettatore segue naturalmente il percorso della fuga della donna.
La violenza dell'azione è mitigata dall'equilibrio compositivo, dalla luminosità del paesaggio e dalla compostezza delle figure.
Nel terzo pannello la scena infernale si ripete davanti ai commensali. Dominano colori chiari e luminosi; il banchetto occupa gran parte dello spazio ed è costruito come una rappresentazione teatrale, creando un forte contrasto tra la serenità della festa e l'irruzione improvvisa della visione infernale.
Il quarto pannello conclude il racconto con il matrimonio di Nastagio degli Onesti e della sua amata, suggellando il lieto fine della novella.
Di fronte ai pannelli di Botticelli il visitatore non assiste soltanto al racconto di una novella del Decameron, ma entra in uno dei massimi capolavori della pittura rinascimentale. Letteratura, arte e cultura umanistica si fondono in un racconto di straordinaria eleganza, nel quale anche la drammaticità degli eventi viene trasfigurata dalla bellezza della pittura. È questo il fascino senza tempo del ciclo di Nastagio degli Onesti, una delle opere più preziose conservate al Museo del Prado.
