Una giornata "straordinaria"


Mentre la politica emette gli ultimi fremiti prima delle elezioni a suon di colpi bassi, noi comuni mortali subiamo le incomprensibili decisioni come quella di chiudere le gallerie di Privati e Gragnano ad ogni giornata di pioggia. Così oltre ai disagi del cattivo tempo si aggiunge un traffico da estati roventi di partenze per niente intelligenti, che si riversa in città con code da tre quarti d’ora per percorrere tre chilometri. Castellammare rappresenta lo sbocco del traffico della penisola che, a galleria chiusa, è un passaggio obbligato attraverso le sue arterie principali come Viale Europa o per la parte vecchia della città lungo Corso Umberto e via Alcide De Gasperi. Siamo ritornati a 20 anni fa. Ieri il ritardo era d’obbligo, non solo per chi doveva recarsi a lavoro, ma anche per chi doveva spostarsi di pochi chilometri in città Lo scenario era quello solito quando viene giù la pioggia: strade allagate, pulmini rimasti in coda, tombini saltati, genitori che non potevano portare i figli a scuola per gli orari di lavoro, strade con buche da evitare facendo slalom da rally, gas di scarico che ha reso l’aria irrespirabile ai massimi livelli. Le scuole di conseguenze erano deserte. Basta una pioggia normale per bloccare ogni cosa andando in panico per quello che spetta poi vivere in quest’occasione.Risultati immagini per una giornata di pioggia

  
Poichè la politica non prende atto delle difficoltà dei cittadini, sarebbe auspicabile creare un consorzio di persone che prendesse a cuore la situazione e fare proposte in merito, portando le motivazioni dei cittadini nei luoghi adatti a discuterne. Il traffico come gli incendi, come i mezzi di comunicazione e ancora l’ordine pubblico sono solo alcuni dei temi caldi che la gente si aspetta che la politica risolva. Nel voto l’elettore esprimerà anche il disagio, l’abbandono, il menefreghismo in cui cadono le amministrazioni credendo che la gente si faccia “abbabbiare” dalle promesse del politico di turno, che, subito dopo, si dimenticherà anche chi sono stati i suoi elettori di cui è l’espressione. E mi chiedo anche come si faccia a votare chi nel tempo non ne ha mai preso atto. La politica di oggi più che erogare un servizio ha imparato a risolvere i problemi congelandoli, per mai più scongelarli: il problema c’è ma spetta sempre a un altro risolverlo. Chi resta nell’orbita di una politica clientelare e personale al massimo risolverà le sue problematiche, quelle comuni lo saranno se per caso coincideranno con le sue, altrimenti potranno attendere. Ma ormai siamo oltre il limite se per una pioggia le città si bloccano per le loro normali funzioni creando ogni volta il caso straordinario. Tutto sommato siamo un popolo “straordinario”.



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