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La poesia è ancora viva?

In questi giorni, ho avuto la possibilità, partecipando a un concorso, di ascoltare quello che si dice in giro della poesia. Innanzitutto è viva più che mai e gode di ottima salute.

La poesia, oggi, non riscuote la meritata attenzione, ed esclusi i concorsi o le pubblicazioni, in giro non se ne parla, quasi fosse da evitare. I critici lamentano la sua vasta produzione, a voler dire che la quantità non sia sinonimo di qualità e, mentre se ne osanna la sua prolificità, poi, ogni poeta deve fare i conti con gli editori.

Tra un romanzo e una silloge di poesie, l'editore punta sul romanzo, che copre una larga fascia di pubblico che non vuole lambiccarsi il cervello a trovare la chiave di lettura di un testo poetico, o non ama il linguaggio diretto, ma vuole affondare in un discorso dai tempi e ritmi più distesi. La poesia, oltretutto, induce alla riflessione, a porsi qualche domanda, a metterci in discussione e non tutti sono disposti a farlo.
Nel nostro paese la poesia è, da sempre, la nostra forma letteraria più ricca e varia, un' espressione che nel tempo ha conquistato l'animo di uomini sensibili. Ogni uomo è poeta e mettere versi su carta è un modo per farsi ascoltare. Anche San Francesco fece uso di una poesia semplice ed efficace per esprimere lodi a Dio mentre Dante ne sperimentò versi di rara bellezza.

Se siamo a conoscenza della mentalità e la vita vissuta in ogni secolo, lo dobbiamo anche alla poesia che racchiude la spiritualità del proprio tempo. Voler escludere a priori la poesia, per privilegiare la prosa e portare avanti solo ciò che richiede il pubblico, sarebbe un grave errore, privandoci di un mondo che non aspetta altro che svelarsi. Il pubblico va anche educato e informato ad ascoltare versi di contenuti di rilievo, se solo fosse messo in condizione di capire.

Ho ascoltato, durante la mia partecipazione al concorso, poesie di grande spessore e umanità, con argomenti che diversamente trattati non avrebbero avuto lo stesso effetto.

Il pregio della poesia è quello di usare un linguaggio diretto, di penetrare nell'animo riuscendo a scalfire modi di vedere e di pensare, e di lasciare la sua scia sparsa nei cuori di chi la legge meglio di qualsiasi prosa.

La poesia non ha un filo logico e si presenta come una trama interiore, una fitta rete di emozioni che viene fuori attraverso un linguaggio veloce e dall'effetto rapido. E' un dipanarsi di idee e sfumature, di pensieri che navigano allo stato puro nella nostra sfera interiore, è un codice di lettura universale. Il poeta vive più di ogni altro il proprio tempo, ne percepisce le sue trasformazioni e i suoi malumori e con esso si misura. Bandire la poesia pensando che sia una stupida infarcitura di tecnica e retorica, facendola diventare un luogo comune, pensando che tutto sia già stato detto, che sia a discrezione di pochi eletti o solo alla mercè di coloro che pensano di detenere un potere anche in questo, ci priva di uno strumento fondamentale: essere figli del nostro tempo.

Chi mai potrà zittire la voce del poeta, l'anima dell'umanità?

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Filomena Baratto è presente anche sul sito artistico Dimensione Arte.

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