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Mal di stagione o altro?

Tutti parlano con una certa facilità di depressione e a volte si ha l'impressione che si tratti di una momentanea stanchezza o una cattiva volontà a svolgere i propri compiti o mantenere fede ai propri impegni.

Seneca ne dà una descrizione perfetta nella sua opera "De tranquillitate animi" dove la definisce come "un'insoddisfazione, un'agitazione dello spirito che non trova requie, una passiva e deprimente malinconia per questo stato di inattività, specialmente quando ci vergogniamo di confessarne le ragioni e il ritegno ci fa chiudere l'angoscia in noi stessi e le nostre passioni, occultate senza possibilità di manifestarsi, si soffocano da sole; di qui l'angoscia, malinconia e mille ondeggiamenti di uno spirito fragile, illuso dalla speranza, ora afflitto dalla delusione; ne consegue lo stato d'animo che induce a detestare la propria inattività.
Lucrezio aveva analizzato lo stesso problema nel suo "De rerum Natura" affermando"che in questo modo ciascuno fugge sempre se stesso".
Di questi tempi, poi, con la primavera che incalza, anche i mali di stagione non migliorano la situazione e si vanno ad aggiungere a quella depressione nascosta che si manifesta nei momenti meno opportuni. Ogni anno, con l'arrivo della nuova stagione, siamo presi da piccoli malesseri più o meno gravi e spesso, nessuno fa caso alla depressione, che si presenta in forme diverse e modi differenti.
La depressione spesso alberga in noi senza manifestarsi completamente. Essa nasce nei meandri più profondi dell'anima e si avvinghia a teneri arboscelli come i nostri momenti no, le nostre malinconie, i nostri disagi, le nostre paure che cambiano con i ritmi della nostra vita, così come le aspettative o i bisogni puntualmente disattesi. La depressione è un male che si insinua in noi in seguito a determinati eventi esterni, nella sua forma esogena, e dinamiche interiori, nella sua forma endogena. In ogni caso scava dentro e una volta che ha trovato il suo posticino, vive in simbiosi con noi, come una voce interiore che ci bombarda continuamente di domande, di richieste, ci manifesta malcontenti e paure a cui non sappiamo rispondere. E' questo il cosiddetto male di vivere, che si presenta perchè non siamo abilitati, patentati alle esperienze della vita e siamo sprovvisti di qualsiasi antidoto per le avversità, alle quali spesso non siamo preparati. Scatta qui il nostro rifiuto ad affrontare la vita e, piuttosto che reagire, cadiamo in uno stato di torpore totale che assopisce sensi e anima.

Seneca, grande autore latino nato nel 4 a.C., già nell'antica Roma, definiva questa condizione di scontentezza perenne, noia. Essa si manifesta nell'uomo quando vuole sperimentare nuovi modelli di vita o nei momenti in cui si vengono a trovare coloro che sono sopraffatti da un profondo senso di frustrazione. Per Seneca sono quattro i gruppi di uomini depressi, assaliti dalla noia: quelli tormentati dalla loro instabilità caratteriale ingenerata da una profonda insoddisfazione; quelli che sono avviliti da una sconfitta e avvertono il peso di un grande impotenza e sfiducia nel riprendere un nuovo cammino; quelli che non riuscendo a realizzare ciò che si propongono, cadono in uno stato di frustrazione e avvilimento; quelli che scontenti di sè, sono incapaci di mutare perchè gravati nell'animo da una innata inerzia. Molteplici sono gli aspetti che produce la noia, ma tutti nascono da un' unica causa determinante: il sentirsi sopraffatti dagli eventi e dalle paure della vita.

Da cosa nasce questa insoddisfazione a sua volta? Da desideri, bisogni, attenzioni e sogni non realizzati. Oggi sono molte le forme di depressione che si manifestano a tutte le età e per i motivi più disparati come per un parto o un impegno gravoso, assistere una persona ammalata, una difficoltà nel lavoro, essere abbandonati, non sentirsi all'altezza delle situazioni , ma tutte hanno in comune il fatto che l'inizio è scaturito da una difficoltà di adattamento al nuovo ordine venutosi a creare, difficoltà ad accettare gli eventi della vita che ci fanno soffrire e non abbiamo la forza necessaria per affrontarli. E' importante avere persone intorno che si rendano conto della nostra difficoltà e ci aiutino a superare i momenti difficili grazie anche all'intervento di esperti in campo.

In questi casi, non bisogna aspettare che il "male " passi da solo, come fosse un momentaneo disagio. La depressione non è un male passeggero, ma qualcosa di più subdolo che si insinua lentamente e noi ne portiamo il peso senza poter reagire, perchè colpiti soprattutto nella nostra energia vitale e nel nostro entusiamo di vita. E' un male che va tirato fuori con l'aiuto di esperti i quali, attraverso l'ascolto ci permettono di scoprire le motivazioni del nostro malessere o comunque svelarci verità che da soli non saremmo capaci di fare, fosse solo per essere ascoltati senza giudizio nè condanna.

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Filomena Baratto è presente anche sul sito artistico Dimensione Arte.

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