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La mamma



Niente matura una donna come l'esperienza di essere madre. E mai comprendi così bene una persona, anche nelle sue complessità, come quando sei mamma! Detto così sembra quasi che fare la mamma sia sostenere un esame che abiliti a essere una sorta di tuttologa, ricca di sentimenti e preparata su ogni argomento intorno ai figli e ai vari componenti della famiglia. Niente di più sbagliato. Una mamma è prima di tutto una persona, una donna, un essere con un delicato compito: quello di mettere al mondo figli e allevarli.Essere mamma è un'esperienza che non finisce mai di stupire,un abito mentale che si indossa nel momento in cui ha un altro essere accanto che dipende da lei; è una condizione nella quale viene immessa e da questo momento in poi non può retrocedere, ma è portata a seguire una strada ben definita che chiede solo di essere percorsa.
L'avventura comincia dal momento in cui sa che in lei si sta formando un nuovo essere e lo sente crescere e ne avverte i movimenti.Nei primi nove mesi di contatto profondo col suo bambino c'è tutto un mondo che non potrà mai raccontare agli altri perchè nessuno potrebbe capire dei loro discorsi,delle capriole dentro di lei, dei sussulti , delle parole che dice solo a lui e come da lui le giunge l'eco di rimando. Sì, perchè già in questa fase si comprendono, già in questa fase sono uniti più che mai. Ed è la cattiveria più grande di questo mondo quando glielo portano via e se lo ritrova accanto ma svuotata come un sacco senza contenuto!E poi il loro primo incontro dove lei sembra di sapere da sempre che sarebbe stato così e tutto è perfetto in lui, non gli cambierebbe nemmeno un puntino.
Una mamma sperimenta il significato della dedizione completa, proiettata verso il suo bambino che le chiede: attenzione, cibo, affetto, cure, sicurezza dolcezza...Essere mamma è imparare a gestire i sentimenti ogni volta che il figlio fa i conti con la realtà, e nel bene e nel male, deve insegnargli a vivere e tutto si scontra con i suoi pensieri e i suoi sentimenti che si allenano in un'altalena continua. E' pregare continuamente: per la sua salute, per la sua felicità, per il suo avvenire, per le sue responsabilità, tutto questo mentre fuori risulta essere la persona più solare di questo mondo e gli altri non possono vedere le battaglie che combatte dentro per tranquillizzarsi.
Principalmente è imparare cos'è l'amore vero, quello che dispensa continuamente senza risparmio e qual è il pozzo a cui attinge per il rifornimento continuo, inarrestabile. E da sola si chiede come fa, si sorprende a vedere dove prende tanta forza e, mentre in altri campi emergono facilmente le sue defaillance, qui, è sempre impeccabile, la prima, la più efficiente.Deve sapere, poi,come distribuire il suo affetto in modo equo, come arrivare al cuore dei suoi figli attraverso le loro corsie preferenziali, senza strafare e senza deficitare; come dosare il suo amore , gli atteggiamenti, le azioni, le parole, i contenuti in modo che nessuno possa pensare che stia dando di più all'altro. E in questo incessante turbinio impara l'umanità in modo "divino", anche quando i figli sono autonomi e possono stare lontani da lei senza avvertire nessuna crisi per il
distacco.E poi impara cos'è il tempo, il suo scorrere, il suo valore, le metamorfosi e le trasformazioni che esso porta. La sua
pazienza comincia quando il suo piccolo è nella culla, lo allatta e si snerva, e le dà mille notti insonni e prega che
passi in fretta il momento difficile...e poi cambiano i ritmi e deve eseguire con lui i compiti e poi ci sono le feste, le palestre e le uscite,e poi la sua prima partenza, la lontananza, il lavoro, una vita staccata da lei, e si chiede come sia potuto accadere che sia passato tutto questo tempo senza accorgersene! Il figlio è grande ormai, un uomo, e di tempo n'è passato e quasi non l'ha visto scorrere e non comprende che il tempo è passato soprattutto su di lei portandosi via la stanchezza ma anche la sua vita. E allora, incredula di aver fatto volare via tutti questi giorni, comincia a rievocare uno ad uno raccontando a suo figlio tutte le ansie che le ha procurato, tutte le notti e le paure, come di quella volta quando il suo bambino aveva la febbre alta e lei preoccupata gli ha dato una massiccia dose di tachipirina e lui non ha retto ed è svenuto,
col rischio di star male anche lei perchè in attesa di un altro bambino...O di quella volta che è caduto dal letto e lei è saltata come un automa col pericolo di farsi male seriamente...o ancora di quando studiava con lui per le sue interrogazioni e poi i suoi esami...ma ora i figli stentano a credere alle sue parole.Il tempo lo apprende dai figli: a gestirlo, ad amarlo, a ricordarlo, a risparmiarlo, ad attenderlo e a misurarlo! Una mamma conosce solo il verbo imparare, sempre, perchè è come
assistere a un miracolo: la crescita di suo figlio che giorno dopo giorno si trasforma, cresce, matura, diventa la sua identica forma e carpisce i suoi pensieri e sa di lei come forse lei stessa non si conosce.Essere mamma è progettare,è vivere in simbiosi con il figlio, è assistere, sorridere, partecipare,condividere,stancarsi,ricominciare,attivarsi, ascoltare,
vivere...La mamma deve insegnare a gioire della vita, a dare il giusto valore alle cose, a scoprire la vera bellezza. La mamma insegna ma non sa di farlo, sono i suoi esempi a parlare per lei e soprattutto i suoi occhi. Negli occhi di una mamma c'è tutto
un mondo che un bambino riesce a leggere, è lì che impara a sua volta, leggendo tutti i giorni nei suoi occhi che sanno sempre di luce e di amore.Essere mamma è sentirsi continuamente l'autrice di un miracolo al quale partecipa giorno dopo giorno.

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