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Caravaggio e la Madonna dei Pellegrini

Di Caravaggio si sa tutto o si presume si sappia tutto della sua vita visto come è stata legata alle sue tele e come queste abbiano risentito della sua vita privata. La pittura del Caravaggio, nel panorama italiano e mondiale, ha vasta eco e grande risonanza  per quel realismo che sconvolse i canoni rinascimentali.
Caravaggio è a dir poco un rivoluzionario del suo tempo che si differenzia da tutti gli altri  pittori per processo creativo e modalità esecutiva. La differenza principale è che mentre gli altri si esercitavano nelle botteghe, Caravaggio scelse di raffigurare la realtà. Egli dipinge "dal naturale" ponendo a modelli dei suoi dipinti gente del popolo, che incontrava ogni giorno.
Tra tutti i suoi dipinti, ce n'è uno che mi colpisce in modo particolare ed è "La madonna dei Pellegrini" eseguita tra il 1604 e 1605. E' questa una pala d'altare commissionatagli dalla nobildonna Orinzia de' Rossi, vedova del Marchese Cavalletti. Fu specificato per contratto che si dovesse trattare di "una Madonna di Loreto" per la devozione del marchese Cavalletti che, due mesi prima di morire, aveva partecipato a un pellegrinaggio proprio al santuario della Madonna di Loreto. Il culto della Madonna di Loreto nel cinquecento aveva ridato gran valore al pellegrinaggio, una pratica devozionale approvata dall'ufficialità ecclesiastica. La cappella della famiglia Cavalletti si  trovava nella chiesa di Sant'Agostino a Roma, nella navata sinistra dove c'era la cappella di famiglia.
La modella da cui fu presa la figura della Vergine fu forse Lena,  la "donna di Michelangelo" o forse quella di una statua di una donna barbara conservata a Villa Medici.
Non tutti sono disposti a definire questo quadro di stampo barocco, ma contiene tutti gli elementi che si svilupperanno nel secolo successivo. La posizione della Madonna è forse acquisita da una stampa  o da un'incisione. Fatto sta che di questa casa santa viene ripreso solo l'uscio in tutta la sua miseria e dove alla bellezza della Madonna fanno da contrasto i due pellegrini, in questo caso simboli dell'umanità. La fede dei due è attestata dalla nudità dei loro piedi, mentre la Madonna col Bambino  rappresenta la Chiesa. I due pellegrini: un uomo e una donna, rappresentano in prima istanza Adamo ed Eva ma poi sono gli stessi committenti, il marchese Cavalletti e sua madre.
La metafora del pellegrinaggio è l'amore terreno che aspira all'amore divino, in questo caso dato dalla Vergine col Bambino, che supera la realtà della vita dato dall'amore di madre e figlio nella condizione di pellegrini. L'importanza e il valore spirituale del quadro risiede proprio nei pellegrini con i piedi scalzi e sporchi, un aspetto questo che creò qualche turbamento ai contemporanei.
La casa è quella di Nazareth che la tradizione medievale identificava con quella del santuario di Loreto. Non vi è un'altra opera che allo stesso tempo rappresenti un episodio sacro con tanta desacralizzazione.
L'opera è di grande impatto psicologico lasciando credere che la Vergine esca per noi, pubblico che osserviamo. E' tutto un trionfo di sensi e fornisce un significato forte e di esperienza prima ancora che dell'intelletto.
L'importanza dell'opera oggi è proprio quella di rappresentare la genesi dell'epoca barocca.
 
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Filomena Baratto è presente anche sul sito artistico Dimensione Arte.

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