26/02/11

SOGNI E DESIDERI

Tutti abbiamo dei sogni che viviamo a occhi aperti, dove siamo i protagonisti assoluti, perennemente in azione, a vivere emozioni come se fossero vere. I sogni aiutano a vivere e ci accompagnano per tutta la nostra esistenza. Essi toccano tutti indistintamente.


Sognare è un potente anestetico, la condizione naturale nella quale siamo in perfetta sintonia con la parte più profonda del nostro essere. Nel sogno ci liberiamo della realtà per navigare nel nostro mare. Che cosa costruiamo nei nostri sogni? In essi elaboriamo i desideri, le paure, tutto ciò che non abbiamo e quello che non potremo mai avere, le azioni future, gli affetti e le attese continue cui andiamo incontro. In questo nostro mondo ci sono anche i ricordi più belli, che rispolveriamo continuamente.


Sono le attese più di ogni altra cosa che viviamo nel sogno, che ci rendono impazienti e ci danno la forza necessaria per inoltrarci in qualsiasi avventura e che attendiamo come premio per le nostre sofferenze. L'eterna attesa è quasi la nostra condizione più naturale, in cui ci troviamo in tutta la nostra vita. Ogni nostro progetto comincia con un sogno. Questo stato di grazia si presenta a noi con creatività, fantasia, passione, speranza ed è necessario per non cadere nella noia della vita.


La nostra più grande capacità di esseri umani è proprio quella di prevedere, immaginare e vivere anzitempo il nostro futuro e col sogno lo facciamo in modo magico, dove si sposano perfettamente il reale e l'utopico. Nella sua opera,"Il caso e la necessità", il biologo e filosofo francese Jacques Monod asseriva che:" Il progetto dà ragione all'essere e l'essere ha senso solo in virtù di un progetto". Nel sogno c'è il futuro, la proiezione del nostro presente. Il presente lo si vive per il futuro e il futuro nasce dal passato, è una storia in divenire, un puzzle che cresce continuamente.


Sognare è volare, alzarsi dal mondo e attraversare nuovi scenari, sorvolare la nostra base, perlustrare i nostri abissi, esplorare l'insindacabile e viverne l'attesa. Il volo non è poi così lontano dalla realtà e proprio quando mettiamo le ali, vediamo meglio, ci scrolliamo di dosso dubbi, paure, tensioni e diventiamo leggeri, sospesi. L'essere sospesi ci fa soffrire di meno, ci consente di attutire i colpi, di planare dolcemente. E' importante non spiccare un volo troppo alto come quello di Icaro, il quale se avesse dato ascolto a suo padre Dedalo, non sarebbe caduto in volo per aver osato avvicinarsi al sole, tanto che i raggi sciolsero la cera delle sue ali. Icaro è ciò che potrebbe accaderci se facessimo un sogno di grosse pretese e volessimo emulare chi è più grande di noi. Dobbiamo imparare a volare con le nostre ali e far attenzione a non perderle, e tenerle lontane dal sole per non cadere. Gli alleati dei nostri sogni sono i libri che ci aiutano mostrandoci panorami sempre nuovi in cui poter spaziare.


Nella lettura si fondono universi diversi: il nostro e quello degli altri e mettiamo a confronto le nostre emozioni. Leggere è un pretesto per imparare a volare e attraverso i voli fantastici allarghiamo i nostri orizzonti, riusciamo a vedere sempre un po' di cielo in più che ci immette in altre realtà. Leggere è sognare e dare voce ai nostri bisogni, ai nostri desideri che nel tempo perdurano e non ci lasciano e non aspettano altro che diventare realtà.



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16/02/11

Tu preghi?

Il verbo pregare per i Latini, che erano molto più precisi di noi, aveva più di un'accezione: chiedere qualcosa (peto, is), pregare qualcuno (oro, as), recitare preghiere (mittere preces), supplicare (rogo, as). Nella sua accezione religiosa, è intesa nel senso di rivolgerci al nostro Dio e interagire con lui. E' un porsi in ascolto dove Dio si manifesta a noi, intercede con la sua protezione, la grazia, il suo abbraccio. Pregare è innanzitutto un rapporto d'amore, come diceva il poeta Mario Luzi: si prega colui che amiamo, al quale siamo devoti. Quello che non sappiamo è "che Dio ci cerca per primo e che desidera non perderci".

San Paolo affermava:"Io sono stato trovato anche da quelli che non mi cercavano e mi sono manifestato a quelli che non chiedevano di me".La preghiera ha per padre il silenzio e per madre la solitudine.

Spesso vediamo la preghiera più come una richiesta, un desiderio, un volere fortemente una determinata situazione. Padre David Maria Turoldo diceva che la preghiera per ottenere qualcosa è inutile farla, perchè Dio conosce tutto di noi, lui sa già di che cosa abbiamo bisogno. Per lo scrittore Albert Camus il mondo è disegnato come un interrogativo lanciato verso l'alto, è la domanda che viene rivolta a Dio ed è questa la funzione della preghiera. Il filosofo austriaco Ludwing Wittgenstein vedeva nella preghiera un riflettere sul senso della vita.
La nostra fede è sempre mutevole, tra alti e bassi, tra la passione e lo scetticismo , tra il voler ricevere e non dare, un rapporto spesso fragile e a volte quasi inesistente.La preghiera s'innesta come un cammino parallelo alla nostra vita, come uno strumento di cui abbiamo bisogno per comunicare con un essere al di sopra di noi e, come in ogni rapporto d'amore, essa esige costanza.

Pregare è ringraziare, è una necessità interiore, un bisogno vitale per tenere dentro di noi sempre una fiamma accesa, è il respiro della vita cristiana. Essa non è fatta solo di parole, ma ha la veste di un semplice comportamento, di una umilissima gestualità, di un porsi in silenzioso ascolto.
E' anche vero che, quando si prega, si prova un pudore che non avvertiamo nelle altre nostre attività, perchè emerge di noi la parte più vera, più intima e indifesa. Pertanto è più difficile pregare con gli altri , dovremmo trovare prima la nostra dimensione personale.
La preghiera risente della nostra stabilità psicologica, delle motivazioni che abbiamo, del nostro rapporto col prossimo, della nostra visione della vita e del nostro vissuto. Eppure non dovrebbe essere così!

Per la Chiesa la vera preghiera sono i Salmi e quando li recitiamo è come se pregassimo tutti insieme, mentre la preghiera personale o il rosario è più intima e di ciascuno. Pregare in coppia o in famiglia è importante così come la preghiera dove chiediamo di ottenere qualcosa, dove siamo disposti a sacrificarci per la nostra causa. Quest'ultima deve avere un testimone: il sacerdote. In qualsiasi modo si faccia e in qualsiasi religione essa avvenga, la preghiera è il nostro legame più forte che abbiamo con Dio.

Oggi c'è un grande bisogno di pregare, di sintonizzarci con la nostra interiorità e il nostro Dio che ci cerca continuamente, mentre noi siamo distratti e poco attenti alla sua voce. Madre Teresa di Calcutta era solita regalare agli amici cinque chicchi di riso dando a ognuno un significato: il frutto del silenzio è la preghiera. Il frutto della preghiera è la fede. Il frutto della fede è l'amore. Il frutto dell'amore è il servizio. Il frutto del servizio è la pace"

Che cosa chiedere pregando? Marcello Camillucci, nel libro intitolato"Della preghiera"scrive: O Signore, fa' che nell'orma del tuo passo sulla sabbia del tempo, in cui sono scritti i nomi di tutti gli uomini, vi sia anche il mio, perchè, sfuggito alla memoria, permanga nell'eternità".



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