Agosto: il mese che non è più come una volta

 


Agosto, tra un bagno e un caldo insopportabile, si avvia alla fine. Tutti i propositi su come trascorrere i giorni più belli dell'anno sembrano essere svaniti.

Colpa del caldo, certo, ma anche di quella strana contraddizione che accompagna il nostro tempo: mentre in alcuni luoghi del mondo la vita scorre apparentemente senza paura, in altri si consuma una quotidianità disumana, fatta di guerra, distruzione e morte. Ci sono luoghi da sogno dove si va in vacanza e luoghi che non sembrano nemmeno appartenere allo stesso mondo.

Agosto è il mese delle vacanze, quello in cui tutti vanno in ferie riversandosi negli stessi luoghi, alla ricerca di benessere, aria aperta e qualche giorno lontano dal ritmo frenetico del lavoro. Ma proprio perché ci muoviamo tutti nello stesso periodo e verso le stesse mete, anche la vacanza tanto attesa rischia di trasformarsi in una corsa alla sopravvivenza.

Quest'anno il caldo ha dato la sua stoccata finale. Giorni afosi e notti che sembrano non voler più concedere refrigerio hanno messo a dura prova la nostra resistenza fisica. Nessuna doccia sembra portare sollievo: ci si sente finiti nella fabbrica del sudore, a scioglierci come un cono di gelato in mano.

Molti hanno preferito ripararsi in casa nelle ore più calde, e non soltanto gli anziani. Il caldo affligge tutti, porta apatia, toglie stimoli, fa rimandare perfino le azioni più semplici. Anche andare a fare la spesa può diventare un'impresa da affrontare con il coraggio di chi deve uscire allo scoperto.

Chi ha qualche anno in più ricorda gli agosti passati al mare: il sole, certo, ma anche le brezze, il vento sulla spiaggia, le giornate trascorse all'aperto e quel bagno notturno atteso come la vera consacrazione dell'estate. Oggi sembra quasi che toccare la spiaggia sia una sfida. Calma piatta, poco vento, creme solari spalmate come fossero pomate miracolose e una temperatura che rende difficile persino resistere sotto l'ombrellone.

Non è soltanto cambiato il caldo. Sembra essere cambiata la nostra stessa idea di stagione. Piogge improvvise e violente possono lasciare spazio, il giorno dopo, a temperature vicine ai quaranta gradi. Una bufera può arrivare nel bel mezzo dell'estate e, appena passata, ritrovarci nuovamente immersi nell'afa. Abbiamo perso anche una certezza che sembrava scontata: agosto caldo, dicembre freddo. Le stagioni, almeno nelle nostre aspettative, non hanno più confini così sicuri.

Un bagno si può fare ad agosto, ma ormai anche a febbraio. È cambiato il clima e, insieme a esso, cambiano le nostre abitudini.

Tirando le somme, i conti sono presto fatti: pochi bagni, tanto lavoro, molto tempo passato a difendersi dalla calura e, quando arriva un'idea per superarla, spesso manca la forza per realizzarla. Restano così nei ricordi i tramonti visti dal mare, le lunghe giornate sulla spiaggia, i viaggi con gli amici, le visite ai luoghi di cultura. Tutto ciò che normalmente dovrebbe riempire le vacanze finisce per essere rimandato.

Apparteniamo a un sistema del quale siamo parte integrante e anche un cambiamento apparentemente piccolo della temperatura produce conseguenze sulla nostra vita. Se non stiamo bene fisicamente, non possiamo essere produttivi, creativi, curiosi. E non basta dire che siamo in vacanza per poter davvero usufruirne.

Pensiamo soprattutto ai bambini, agli anziani e alle persone più fragili. Se anche chi è in buona salute fatica a sopportare certe temperature, per loro tutto diventa ancora più difficile.

Agosto, quest'anno, è stato un po' come un traditore: lo abbiamo atteso, gli abbiamo affidato le nostre aspettative e poi è passato senza regalarci quello che speravamo.

E puntualmente cominciamo già a fare pronostici per l'anno prossimo. Ma forse dovremmo smettere di affidare proprio ad agosto il compito di essere il mese del riposo. Non è detto che abbia ancora le caratteristiche per farlo.

Potrebbe diventare, paradossalmente, il mese del rallentamento. Il mese in cui si riducono al minimo gli spostamenti, si consumano meno energie, ci si ripara dal caldo e si rinuncia all'idea di dover necessariamente uscire tutti insieme, come colonie di formiche alla ricerca di un po' di refrigerio.

Se il clima ci cambia le stagioni, allora forse dobbiamo cambiare anche tutto il resto, a cominciare da noi stessi. Una parte sempre maggiore del nostro tempo rischia di essere impiegata non per vivere, riposare o coltivare i nostri interessi, ma per difenderci dalle condizioni che ci circondano.

E allora forse il vero cambiamento non sarà soltanto meteorologico. Dovremo ripensare il modo in cui lavoriamo, viaggiamo, ci riposiamo e organizziamo le nostre vacanze.

Perché se agosto continuerà a essere così, potrebbe non essere più il mese delle ferie.

Potrebbe diventare semplicemente il mese in cui impariamo a fermarci.

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