Aspettative infrante

 




Ci sono sentimenti che a volte non riusciamo a definire con precisione. Tra un'emozione e l'altra esistono piccole oscillazioni, sfumature che rendono difficile attribuire loro un nome. Eppure, quando le proviamo, sappiamo riconoscerle. Anche senza definirle, ne percepiamo chiaramente la natura.

Esiste, ad esempio, una forma di delusione che si avvicina molto al tradimento. Il legame tra questi due sentimenti passa attraverso un elemento fondamentale: la fiducia.

Tradire, dal latino tradere, significa "consegnare", "trasmettere"; da qui deriva anche il significato di "consegnare qualcuno al nemico" e, per estensione, venire meno alla parola data o alla fedeltà dovuta. Deludere, invece, deriva dal latino deludere e significa "ingannare le aspettative", "frustrare una speranza".

Mentre nel tradimento viene violata la fiducia che avevamo riposto in qualcuno, nella delusione semplicemente non accade ciò che speravamo o ci aspettavamo. Si può essere delusi senza essere traditi, ma difficilmente si può subire un tradimento senza provare anche delusione. Quando la fiducia viene infranta, infatti, nasce quasi inevitabilmente una profonda delusione, perché ciò che credevamo saldo improvvisamente si dissolve.

Più che una successione rigida di eventi, il rapporto tra questi sentimenti può essere visto come un intreccio: la fiducia genera aspettative; quando la fiducia viene tradita, le aspettative crollano e nasce la delusione. Tutto questo avviene quasi nello stesso istante, come se una sola crepa fosse sufficiente a far cedere l'intera costruzione.

La delusione produce uno stato interiore particolare. Non realizzandosi ciò che desideravamo profondamente, tutta l'energia investita nell'attesa si trasforma in vuoto. Lo stress accumulato nell'aspettare e nello sperare lascia spazio a un senso di prostrazione. È come perdere improvvisamente le speranze che avevamo riposto in un evento o in una persona. Col tempo, tuttavia, possiamo accettare ciò che è accaduto, riformulare le nostre aspettative e continuare il nostro cammino.

Il tradimento, invece, lascia una ferita diversa. Non consiste semplicemente nella mancata realizzazione di un desiderio, ma in un cambiamento improvviso dell'altro nei nostri confronti. È un voltafaccia che fatichiamo a comprendere, perché rompe l'immagine che avevamo costruito di quella persona e incrina la fiducia che nutrivamo verso di lei.

Nella vita capita spesso di attraversare esperienze simili. Talvolta non perdiamo soltanto la fiducia negli altri, ma iniziamo a dubitare anche di noi stessi e della nostra capacità di giudicare le persone. Quanto più forte era il legame affettivo, tanto più intenso sarà il dolore che proveremo.

Queste esperienze, tuttavia, possono diventare una palestra di crescita. Ci costringono ad affinare la nostra capacità di comprendere gli altri, ad adattarci agli eventi, a riformulare desideri e aspettative e a riconoscere i limiti delle nostre certezze.

Il vero pericolo è un altro: smettere di fidarsi del prossimo, abbassare progressivamente le proprie aspettative fino a diventare cinici, diffidenti e superficiali. Se delusioni e tradimenti si susseguono nel tempo, possiamo convincerci che non valga più la pena attendersi nulla dalla vita, quasi che ogni speranza sia destinata a essere smentita. A questo si aggiunge il rischio di leggere le persone attraverso il filtro del pregiudizio, giudicandole prima ancora di conoscerle davvero e chiudendoci sempre più in noi stessi.

Molto spesso, però, l'errore nasce all'inizio del rapporto. Riponiamo in una persona una fiducia immensa quando ancora la conosciamo poco e, di conseguenza, costruiamo su di lei aspettative altrettanto grandi. Crediamo di conoscere il nostro interlocutore, ma in realtà conosciamo soprattutto l'immagine che noi stessi ci siamo costruiti di lui.

La fase iniziale di ogni relazione richiederebbe meno entusiasmo e più osservazione, meno impulsività e più discernimento. Non significa amare di meno, ma permettere al cuore di essere accompagnato dalla ragione. Spesso, invece, lasciamo che tutto passi prima attraverso il cuore, convinti che ciò che sentiamo sia necessariamente vero. Ma anche i sentimenti possono ingannarci. Possono nascere da bisogni, desideri o illusioni che non corrispondono alla realtà. Eppure concediamo loro il potere di orientare le nostre scelte e di impossessarsi del nostro cuore.

Lo specchio che più facilmente ci inganna è quello in cui vediamo riflessi i nostri desideri. Su quelle prime impressioni fondiamo aspettative che spesso non hanno ancora solide basi. È proprio la fase che dovrebbe essere la più lunga e prudente a diventare, invece, quella che attraversiamo con maggiore fretta, convinti che ciò che proviamo sia già sufficiente per conoscere davvero l'altro.

Può anche accadere che ciò che proviamo sia autentico, mentre l'altra persona vive il rapporto con riserve o sentimenti diversi. Quelle riserve, prima o poi, emergono e noi le interpretiamo come un tradimento e ne subiamo la conseguente delusione.

Chi può farci questo? Un amico? Un familiare? La persona che vive accanto a noi? La risposta è semplice: chiunque.

Siamo tutti, in misura diversa, potenziali autori di delusioni. Non sempre, però, chi delude o tradisce agisce con piena consapevolezza del dolore che provocherà. Esistono tradimenti intenzionali, ma esistono anche comportamenti che feriscono profondamente senza che chi li compie ne comprenda fino in fondo le conseguenze. Chi li subisce, invece, accoglie inevitabilmente quel gesto come una frattura della fiducia e, insieme al tradimento, sperimenta anche la delusione.

Vorremmo che le persone che amiamo non ci tradissero mai. Eppure sono proprio loro, più di ogni altra, ad avere il potere di ferirci. Le persone estranee possono deluderci, ma difficilmente lasciano segni profondi. Chi amiamo, invece, conosce la parte più vulnerabile di noi e, proprio per questo, un suo tradimento lascia una ferita che non si cancella facilmente.

Forse il contrario della fiducia non è la diffidenza, ma la consapevolezza. Continuare a fidarsi, senza rinunciare alla prudenza; continuare ad amare, senza trasformare l'altro nell'immagine dei nostri desideri. Perché il cuore ha bisogno della speranza, ma anche la speranza ha bisogno della verità.



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