21/11/15

Il mio romanzo Just Job presentato a Castellammare di Stabia

Si è svolta ieri sera la presentazione del romanzo "Just Job", nell'ambito della manifestazione Stabia Teatro Festival, al Museo Diocesano di Castellammare di Stabia. Erano presenti, con me, Carmen Matarazzo, Claudia Scaramellino, Franco Gallo, il duo canoro Rosalba Spagnuolo e Francesco Cesarano, l'attore Piero Pepe, Ciro Daino.
Dopo i saluti di Carmen Matarazzo in veste di coordinatrice delle associazioni letterarie che prendono parte alla kermesse e i saluti del direttore artistico del Festival, Luca Nasuto, Ciro Daino ha dato inizio alla serata. I relatori si sono avvicendati nel relazionare il contenuto del libro in una sorta di puzzle a cui dare forma. Interventi pertinenti, carichi di risposte e spunti su cui riflettere. Sono emersi i personaggi, il contesto e i temi che in esso prendono forma toccando un po' per volta punti di rilievo della storia. I relatori si sono soffermati sulla tematica della perdita del lavoro a un'età, come quella del protagonista, in cui si tirano un po' le somme. Intorno a questo elemento base, tanti argomenti attualissimi della moderna società come la famiglia allargata, la coppia, l'amicizia, la paternità, la vecchiaia, la gioventù, gli emigranti. Il pubblico ha partecipato numeroso e con interesse, ben predisposto e attento sia nell'ascolto delle letture che l'attore ha recitato magistralmente, che delle relazioni degli ospiti
La serata si è rivelata interessante, partecipata e piacevole. Rosalba Spagnuolo e Francesco Cesarano hanno, come sempre, incantato il pubblico con le loro canzoni napoletane antiche, mentre Piero Pepe, attore di grande esperienza teatrale e di cinema, ha captato l'attenzione calandosi nelle letture facendo vivere i vari momenti tirati fuori dalla storia.


 
 
 
 
 
 

19/11/15

Just Job

Sabato 21 novembre, alle ore 18.00, presso il Museo Diocesano, MudiSS di Castellammare di Stabia a piazza Giovanni XXIII, ci sarà la prima presentazione di Just Job  a Castellammare di Stabia.
Ci saranno con me la professoressa Carmen Matarazzo, coordinatrice della parte letteraria tra le varie associazioni che partecipano nell'ambito dello Stabia Teatro Festival giunta alla sua III edizione premio Annibale Ruccello di Drammaturgia;  la professoressa Claudia Scaramellino e il dott Franco Gallo, ispettore del Lavoro alla Regione, e ancora l'attore Piero Pepe, Rosalba Spagnuolo e Francesco Cesarano ad accompagnare musicalmente l'incontro oltre a Ciro Daino.
Just Job, mio nuovo romanzo, uscito il mese di settembre 2015 per la Graus Editore, è alla sua terza presentazione.
E' un romanzo di formazione, che ha per argomento principale il dramma della perdita del lavoro in una Genova marittima tra vecchie tradizioni e nuove tendenze. Una Genova industriale ma anche semplice, con la vita di tutti i giorni. Lo scenario in cui si sviluppa la storia è quello delle Cinque Terre, luogo molto simile, per certi versi, alla nostra Penisola Sorrentina. La storia prende spunto dalla perdita del lavoro per affrontare temi della nostra vita come possono essere, oltre il lavoro, l'amore, la vecchiaia, la gioventù, la religione, la paternità...
Un romanzo che va sempre oltre quello che si immagina, che ci porta per sentieri a volte battuti, a volte completamente nuovi. Il personaggio principale è Marcello che giunge ad una età in cui i sogni dovrebbero fermarsi ma  sono poi proprio i sogni a farlo procedere in una difficoltosa realtà.
Un romanzo psicologico e introspettivo, che mette l'accento su aspetti non sempre chiari, che pone domande e fa riflessioni per continuare a leggere la vita da punti di vista diversi. Marcello racchiude sogno e realtà, passato e presente, gioia e tristezza, coraggio e depressione. Si spiegano paradossi e contraddizioni, fenomeni e fatti con la semplicità di Lucio, un personaggio cardine su cui poggia tutta la storia.
La presentazione avviene nell'ambito dello Stabia Teatro Festival, una creazione dell'artista, drammaturgo Luca Nasuto, che ha dato inizio a questa kermesse tre anni fa.
 
 





06/11/15

Novembre

Novembre, quasi un mese senza connotati...Come fai a definire  novembre? 
E' il mese autunnale più denso e ricco di fenomeni, dai segni inequivocabili dell'avvenuto cambiamento climatico. Novembre è il mese silenzioso, dei defunti, del riposo, dei pensieri assopiti, delle idee in fermento, dei colori tenui, sbiaditi. Per la strada novembre lascia rotolare qualche foglia ancora, ormai senza vita, che se resta sotto i piedi ne senti il rumore mentre si accartoccia.
E' il mese della nebbia, quella leggera, come un fumo di umidità che si stende a sera e a mattina.
Novembre è anche il mese dei defunti, delle corse al cimitero, dei fiori in abbondanza sulle tombe, i lumini sempre accesi. In questi giorni si va sulle tombe, si tagliano le erbette intorno, ci si siede in  compagnia del defunto, parlandogli di quando era in vita, raccontandogli quello che non ha visto, ascoltando i suoi ricordi come litanie. La tradizione vuole che il crisantemo sia il suo fiore, forte, tondo, a foglie colorate, resistente. E' il fiore che mantiene il suo portamento a lungo sulla tomba, ha l'aspetto di essere paziente, di fare bella figura posto davanti alla foto del defunto. A novembre si odono sinfonie mai ascoltate prime, come quelle dei venti che arrivano da lontano, dalle montagne, dal mare e rivoltano i viali, gli androni delle case, i portici e le marine. Venticelli come brezze, ma anche ventacci di tempesta, freddi e capricciosi che fanno spaventare, parlano e urlano seminando echi. Novembre vuole silenzio, tranquillità, tramonti accesi ma tiepidi, col suo sole pallido e fermo che manda languidi raggi, come se l'asse della terra si fosse fermato lasciandolo in un posto fisso.
La vigna è ormai spoglia, le foglie calcano il giallo e quelle sparse al suolo sono umide, fredde. Ormai restano solo i suoni dell'estate come ricordi vaganti  e la terra si prepara a tirarsi addosso la coperta. Novembre coi suoi frutti corposi, profumati, con i chicchi rossi e gonfi del melograno, le pere, l'uva bianca, i cachi morbidi e succosi, le mele tonde nelle fruttiere traboccanti sul tavolo. Novembre è il mese lento, riflessivo, ha bisogno di calore, di stendersi, cadere in un sonno, avvinto dalla stanchezza dei mesi sfarzosi.
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