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Il pianeta mare

Il nostro pianeta, per la grande distesa d'acqua, che occupa i tre quarti del globo, dovrebbe chiamarsi" Mare", e invece abbiamo preferito chiamarlo Terra, perchè è su di essa che abitiamo, ma esso è per noi un bene prezioso.
Oltre ad essere fonte di vita , esso è anche motivo d'ispirazione per artisti e poeti, che ,nel corso dei secoli, hanno cercato di cantarne le bellezze, la vita e i misteri. Il mare è un luogo misterioso per gli insondabili abissi e, non a caso, per la sua immensa estensione e profondità, gli antichi gli diedero un dio: Poseidone per i Greci, Nettuno per i Romani.

A cominciare da Omero il mare è stato luogo di contesa, di battaglie e di migrazioni. Virgilio cantò le storie dei suoi eroi attraverso il mare e sono numerosi gli scrittori che hanno preferito scenari marini per i loro romanzi.
Mi vengono in mente i libri di Giulio Verne, i romanzi di Joseph Conrad o quelli di O'Brian, ma anche i racconti della scrittrice Anna Bartiromo, una profonda conoscitrice del mare grazie ai suoi numerosi viaggi attraverso gli oceani. E non poteva essere diversamente per un'autrice nata nella penisola sorrentina, amante del suo mare come se fosse una sirena, prima ancora che scrittrice.
Che dire del grande romanzo di E. Hemingway, "Il vecchio e il mare", letto e riletto per trovare la misteriosa ricetta della sua insindacabile bellezza.
E' un romanzo che affascina per la sua ricca poesia e semplicità in un rapporto uomo-natura, che da sempre, è un rapporto di vitale importanza.
Qui ci sarebbe una lunga parentesi per trattare dello scempio che il mare subisce da parte dell'uomo.
Ed è sempre in riva al mare che ammettiamo le nostre colpe nel trattare questo bene di primaria importanza con la superbia di un dio, noncuranti di litorali come pattumiere e acque ricche di scarichi. Il mare merita, da parte nostra ,una maggiore attenzione e benevolenza.

Il mare evoca anche paure per i suoi abissi profondi che l'uomo non può domare e per i segreti che il tempo non ci renderà mai.
Nei suoi fondali si nascondono verità celate e misteri mai risolti, rottami di navi e aerei inabbissatisi come giocattoli male adoperati, e che dire della sua flora e della sua fauna che ancora oggi non conosciamo a fondo. Numerosi sono anche i corpi di uomini che per imperizia o superficialità riposano sui crudeli fondali.

Nel mare ci sono infiniti elementi per trarne ispirazioni di tutti i tipi e gusti e uno scrittore ha solo l'imbarazzo della scelta di cosa scrivere, con un'unica caratteristica: la sua conoscenza profonda. Anch'io ho scritto storie di mare, informandomi attraverso una schiera di romanzi scritti da giganti, storie dettate dalla passione per un elemento che amo e che mi incute paura e rispetto al contempo.

Il mare rappresenta , in termini psicologici, una metafora perfetta del bene, per la sua profondità, insondabilità e sconfinata grandezza. Come il mare, il bene è qualcosa di grande e incommensurabile e ogni volta che ne parliamo , inconsciamente parliamo del bene. E' questo il motivo per il quale uno scrittore non può essere indifferente al pianeta mare.



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