27/06/10

Sculture di cioccolato, golosità d’arte!

Come è stato già detto in un post precedente, parlando dell’Arte Culinaria, si può dire che l’attitudine a creare geniali sfumature di idee che prendono forma tra chi lavora ’per la nutrizione’ non ha davvero confini.
E potremmo parlare, in particolar modo, dell’arte dolciaria e di quei tanti talenti che creano prodotti e realizzano opere d’arte sottoforma di sculture di cioccolato pronte a ringalluzzire anche i palati più esigenti.

Il cioccolato, dopotutto, è uno dei piaceri della vita e anche uno di quei fondamentali ingredienti di cui l’industria dolciaria (anche e soprattutto italiana) si fa pregio, divulgandone la realizzazione sotto le più svariate forme di prodotti.

E sembra che ogni occasione sia ‘buona’ (in tutti i sensi) per assecondare la creatività di chi lavora anche e soprattutto per la realizzazione di vere e proprie opere d’arte costruite per ‘gareggiare’ a concorsi nazionali, essere esposte nelle vetrine delle pasticcerie più rinomate, esser composte su ordinazione in occasione di feste ed eventi di un certo rilievo e, naturalmente, per catturare l’attenzione di tutti.

Insomma, come potrete constatare, l’arte può far parte della vita di ogni persona, in un modo come in un altro, per un motivo o per un altro (spesso senza che neanche ce ne accorgiamo), forse perché è anche una delle linfe che ci donano gli dèi per soddisfare l’umana esigenza di volersi circondare di ‘meraviglie’.
Sì, perché l’Arte (sotto qualunque aspetto, forma, natura e veste) è 'meraviglia'.

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Artisti in spiaggia.

Quante volte sarà capitato a tutti, soprattutto da bambini, di muovere i primi passi sulla sabbia e cominciare a giocarci?
Soprattutto quando ‘giocare’ significa ‘creare’ qualche castello o altre costruzioni con paletta e secchiello!
Ma non solo i bambini amano dilettarsi in questo che è uno dei passatempi preferiti di chi passa ore intere in spiaggia, ma anche di adulti e veri e propri artisti che creano con le proprie capacità delle bellissime opere … di sabbia.
Spesso, in giro per le spiagge d'Italia, si disputano tornei che mettono alla prova il talento degli scultori di sabbia.
Quindi, ecco che prendono vita meravigliose fortezze, castelli, statue raffiguranti sirene e personaggi dei cartoon o ancora delfini e simboliche figure di ogni genere.
Insomma, come potrete constatare anche in spiaggia, quando si crede che l’attitudine a rilassarsi sotto il sole possa contagiare tutti, invece c’è sempre chi ama mettersi all’opera per mostrare al mondo il proprio talento (in qualunque modo)!



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25/06/10

La lettura migliora la dialettica e arricchisce il bagaglio culturale.

Quante volte vi sarà capitato di sentir dire che la lettura aiuta a migliorare il proprio bagaglio culturale e anche le proprie espressioni linguistiche?
Tutto ciò si dice alquanto spesso, perché è semplicemente vero. Chi ha la costante abitudine di leggere (perché magari educato a questo già dall‘adolescenza) o, comunque, ad informarsi e ad attivarsi nella ricezione di notizie (di qualunque genere), in qualche modo sviluppa anche un tipo di preparazione che permette di migliorare il suo bagaglio culturale e, sicuramente, anche il suo uso linguistico.
Spesso si consiglia ai giovani e giovanissimi studenti di qualunque scuola a seguire tali suggerimenti, perché si sa a priori che ciò permetterà loro anche di migliorare il proprio apprendimento scolastico e di arricchire la propria preparazione civica e sociale.
Dopotutto, affacciarsi nel migliore dei modi al mondo del lavoro, alquanto complesso e contraddittorio, è una delle prerogative indispensabili per riuscire a costruirsi un curriculum di tutto rispetto, anche se i risultati si constateranno solo col passare degli anni.

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L’importanza d’incentivare i libri degli esordienti.

In molti pensano che i libri scritti da esordienti, solo perché non dovutamente pubblicizzati dai classici canali di promozione gestiti dai soliti noti o magari solo agli inizi di un lungo e tortuoso percorso, non meritino l’attenzione e la considerazione dei libri di cui invece tutti parlano, perché esposti un po’ ovunque (spesso anche dagli stessi gruppi editoriali che li pubblicano e che possiedono anche i mezzi di promozione).
Invece, ci sarebbe da considerare il fatto che anche tra gli esordienti (semi-sconosciuti) possono esser presenti dei veri talenti.

Dopotutto, la strada da dover percorrere da ogni esordiente è alquanto complessa e ricca di insidie, e gli stessi autori non sempre emergono in breve tempo, ma anzi … costruiscono, mattone su mattone, una carriera e un curriculum di tutto rispetto solo grazie ai propri sacrifici, all’impegno, alle energie e al tempo speso, passo dopo passo, nel corso di anni, in onore dei propri ideali e della passione nutrita verso la scrittura.

Quindi, tutto questo andrebbe di certo considerato, perché gli emergenti meritano una maggiore vetrina non solo per il talento e la tenacia che mostrano di avere, ma anche perché meritano la chance di esser valutati proprio per ciò che creano (in quanto artisti), propongono e valgono.

Per cui, prima di acquistare in libreria l’opera di un qualunque autore magari anche famoso (che può beneficiare della campagna pubblicitaria di un grande gruppo e magari è affidato alle mani di un buon ufficio stampa, di un ufficio marketing e anche di promotori in grado di dargli tutta la visibilità di questo mondo), prestate anche un po’ della vostra attenzione e del vostro tempo a qualche titolo sconosciuto o meno conosciuto.

Andate a spulciare ogni tanto qualche pagina e qualche Quarta di Copertina anche di libri scritti da autori che non conoscete, per scoprire così anche opere meno pubblicizzate (per pura mancanza di fondi e mezzi da parte di un determinato settore editoriale), ma magari ugualmente meritevoli di apprezzamento.

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Arte Culinaria, un piacere in tutti i sensi!

L’Arte Culinaria è una delle forme più piacevoli ed apprezzate tra quelle esistenti.
Dopotutto, cucinare per produrre il piacere e la gioia della convivialità data dall’apprezzamento per il cibo è un’impresa davvero complessa, se la si considera in modo opportuno.

La cucina italiana, poi, si può dire che benefici i propri estimatori davvero in mille modi e con molte prelibatezze: a volte dalla complessa realizzazione, altre dalla genuinità della propria semplicità, altre ancora dall’arricchimento delle proprie portate e altre ancora dalla raffinatezza dei propri ingredienti.
Poi tutto è relativo, così come ciò che ci predispone ad apprezzare un prodotto o un piatto piuttosto che un altro e così via.

Ma dietro le meraviglie che compongono l’arte culinaria c’è anche una vera e propria cultura al sapersi nutrire e al sapersi preparare come produttori dei piaceri gastronomici.

Nel web, tra i tantissimi professionisti presenti con le proprie attività ed idee in tale ambito, si fa notare certamente anche Giovanni Giufré, professionista vero che opera nel settore gastronomico da oltre 30 anni e che presenta, organizza e propone un’innovativa miscela artistica: la ‘Gastromusica‘.

Così, l’idea d’intervistarlo viene in modo assolutamente spontaneo, sia per la curiosità di scoprire tanta inventiva che per conoscere meglio un mondo tanto complesso quanto affascinante.

Allora, Giovanni, nel ringraziarti per esserti prestato a quest’intervista che sarà di certo molto interessante, ti chiediamo di raccontaci della tua attività e dell’idea della ‘Gastromusica’: cos’è esattamente, da dove nasce e soprattutto da cosa?

Risposta:
Salve. Io sono attualmente Chef di cucina in un ristorante à la carte, a Taormina. In passato ho girato un po’ l’Europa, portando a far conoscere la cucina Italiana, nonché quella Siciliana, a più persone possibili e confezionando le specialità con prodotti che arrivavano direttamente dall’Italia.
Tra le tante mansioni svolte nell’ambito gastronomico ne annovero alcune: pasticcere, pizzaiolo, aiuto barman, Chef de rang e Maître ai banchetti.
Ma la musica, come ben sapete, accompagna questi momenti, con sottofondi musicali nei locali più raffinati o un po’ più underground nei locali notturni.
Conclusione: nei momenti di maggiore stress l’uomo trova conforto e forza da un buon pasto e dalla musica, qualunque genere esso sia. All’estero, dopo aver preparato e servito i cibi, mi prestavo spesso a suonare o cantare arie o motivi italiani. Gli ospiti a questo punto abbandonavano quell’aspetto serio e riservato e si aprivano, come a liberarsi di qualcosa di pesante. E a quel punto la degustazione e l’allegria concludevano felicemente la serata.
La mia idea: servire una specialità nella giusta atmosfera musicale per trasmettere agli ospiti qualcosa di indimenticabile, da ricordare.

Domanda:
La specialità da te offerta o quella che consigli maggiormente?

Risposta:
Obbiettivamente di specialità oggigiorno ne devi avere un paio, per il semplice motivo che esistono esigenze e gusti diversi.
Comunque: “Tagliolini ai frutti di mare”, aromatizzati al limone verdello e basilico. - ”Risotto Ortolana” aromatizzato allo zafferano per i vegetariani.- E per gli appassionati di specialità a base di carne “Spaghetti con ragu’ espresso di filetto di manzo”.

Domanda:
Quale pensi sia il piatto che più rappresenti la cucina italiana in genere: la pizza o gli spaghetti? O magari un piatto tipicamente siciliano, dato che sei siciliano.

Risposta:
La pizza sicuramente, ma la pasta in genere è ormai un piatto immancabile nella dieta di molte popolazioni a livello mondiale. Per parlare di un piatto siciliano devo riconoscere che il più richiesto è stato e lo è la "Pasta alla Norma".

Domanda:
E’ vero che l’arte culinaria è, forse, una delle più complesse, ma anche di quelle che più richiamano attenzione da parte delle persone che, quando apprezzano un piatto, un profumo, un sapore, un gusto particolare lo terranno impresso per sempre e vorranno poi riprovarne i piaceri gustativi?

Risposta:
Questo senza dubbio, ma per ovvi motivi che non posso elencare, lo stesso piatto gustato in tempi differenti non lo trovate sempre uguale anche se cucinato dalla stessa persona.
In poche parole, per me ogni piatto confezionato è come un’opera d’arte, cioè unica.
E spesso si sentono delle voci: “Ma è cambiato lo Chef?” - “E’ libero?” - “Lo ha preparato lui?” E così via.
Spesso mi dicono: “Sai, ho gustato quel piatto in quel ristorante, gli ingredienti erano …” E rispondo: “Adesso Le farò provare una delle mie specialità, perché non posso garantire che il gusto che verrà fuori sarà uguale a quello che ha provato in quel ristorante etc …”
Ognuno di noi cucina ed elabora i piatti con caratteristiche uniche e gusto proprio. Basta un po’ di sale in piu’ o in meno per differenziare il gusto.

Domanda:
Nel raccomandare a tutti di visitare il tuo sito ufficiale all’indirizzo: www.gastromusica.it , consigliaci un piatto che si possa gustare a tutte le stagioni (per cui anche questa estate).

Risposta:
Per un piatto semplice, ma pieno di gusto “Maccheroncini con punte di filetto e radicchio” oppure “Linguine al ragu’ di pesce”, questa è una delle tante miscele di sapori che propongo ai miei ospiti e che consiglio tramite il mio sito.

Grazie per l’attenzione e buon appetito a tutti!

Il piatto raffigurato nella foto è una delle tante creazioni di Giovanni Giufré (www.gastromusica.it).

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23/06/10

L’arte ci circonda.

Spesso si parla di arte in generale, senza neanche considerarne tutte le prospettive.
Eppure, non ci si accorge che l’arte è ovunque: ci circonda, ci sovrasta, ci coinvolge, ci travolge e ci fa vivere da veri privilegiati (se ce ne rendiamo conto).
Inoltre, viviamo in uno dei Paesi più belli d’Europa, non a caso soprannominato il ‘Belpaese” e questo dovrebbe convincerci del fatto che spesso non siamo neanche in grado di apprezzarne le meraviglie.

L’arte è proprio ovunque: nelle strade, tra i monumenti, nei musei, nelle gallerie, tra i negozi che espongono capi d’abbigliamento, nelle scuole, nelle accademie, negli istituti, nei teatri, nei cinema, negli studi cinematografici, nei ristoranti, nella natura stessa e nei luoghi simbolo di un Paese che può beneficiare in ogni modo delle sue fortune.

L’arte è un piatto di cucina tradizionale, è un monumento in onore di un eroe nazionale, un quadro esposto in una galleria o in un museo che vanta nomi di prestigio appartenuti alla nostra ricca storia, è un edificio che vanta un design innovativo, è un capo d’abbigliamento firmato da una delle maison italiane più famose ed apprezzate nel mondo, è un film proiettato nelle sale cinematografiche, è un’opera applaudita a teatro, è la musica prodotta dai negozi che ricordano i successi del nostro tempo, è la mimica dei giovani e talentuosi artisti di strada, è la poesia di un bambino che ne impara l’importanza, è la leggerezza mostrata da una ballerina che muove i suoi primi passi di danza, è il disegno di un liceale, è la storia raccontata da ogni libro, è lo show trasmesso in tv, è la gioia che la natura trasmette attraverso la propria magnificenza.

Sì, se lo noterete … l’arte è ovunque, ci circonda e spera solo che ve ne accorgiate e la apprezziate sotto ogni forma e attraverso ogni sfumatura.

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Cosa leggere sotto l’ombrellone?

E’ tempo d’Estate (o quasi, visti i presupposti ‘ventilati’ dal Meteo di questi giorni), quindi anche tempo di rilassarsi per le tanto sospirate vacanze (quelle attese tutto l’anno quando, sotto pioggia e vento, cominciavamo a sognare isole lontane su cui dorarci come cotolette impanate!).
Ora la bella stagione è arrivata (almeno sul calendario) e le vacanze, ovunque si facciano, invitano non solo al divertimento e al relax, ma in qualche modo anche a ritagliarci un qualche momentino tutto per noi.

Mare, montagna, lago, piscina, città d’arte, gite fuori porta o all’estero, non importa. Quel che conta è riuscire anche ad offrire alla nostra quotidiana oziosità un po’ di sana curiosità … adatta a tutte le età.
Così, mentre i bimbi creano castelli di sabbia e i giovanissimi si tuffano in mare, c’è pure chi apprezzerebbe sfogliare qualche buon libro da leggere nei momenti di totale relax dedicati alla tintarella o alla frescura prodotta dall‘ombrellone (per chi va al mare).

Ora la domanda è: cosa leggere sotto l’ombrellone? I titoli da ricordare, proporre (tra cui moltissime novità sempre in continua uscita), sono tanti e farne una classifica sarebbe scontato, anche perché per quelle non serve consultare un blog.
Bisognerebbe, però, capire cosa sia meglio portare in vacanza: un classico, un romanzetto rosa, un giallo o un’opera brillante, divertente, leggera e certamente meno impegnativa che si addice, forse, di più anche ad una stagione che permette maggiore spensieratezza?
E anche qui, di titoli ce ne sarebbero a bizzeffe da suggerire, ma per non far torto a nessuno non ne menzioniamo nessuno.

Si può semplicemente suggerire di non dimenticare di dedicare anche qualche minutino al giorno al piacere di un buon libro, perché anche (soprattutto in vacanza) la lettura può offrire grandi piaceri e molte soddisfazioni (a parte quelle fornite dai cruciverba!).

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22/06/10

La libertà di espressione è un diritto di tutti, ma la verità è che …

La libertà di espressione è un diritto di tutti, ma la verità è che … non tutti possono permettersela e soprattutto non tutti sono in grado di riuscire a divulgare il proprio reale pensiero come vorrebbero.

Viviamo in un Paese in cui la libertà di espressione è solo apparentemente di tutti, per il semplice motivo che una buona fetta (ovvero i cittadini che concretamente non fanno parte della ristretta schiera di privilegiati che realmente decidono della vita altrui), non ha i mezzi sufficienti a far sentire la propria voce e non li avrà mai, se mai sarà davvero ben rappresentato da chi di dovere.

Oggi a farla da padrone sono i giochi di potere, quello che controlla una società in cui solo pochi eletti riescono a divulgare le proprie convinzioni, facendole passare anche per quelle altrui (ovvero per quelle di cittadini che credono di poter offrire un contributo civile e sereno al proprio Paese).

Purtroppo, solo chi ha realmente i mezzi necessari per apporre la propria ‘voce in capitolo’, è in grado di emergere realmente, attraverso le proprie conoscenze ed un potere che ne decreta i privilegi.

Certo, tutti possiamo esprimerci come vogliamo, ma non sempre la nostra voce conterà davvero qualcosa, se non ci mettiamo nella condizione di soprelevare la nostra stessa posizione sociale, perché sarà solo quella a favorire le nostre aspettative, in un modo o in un altro.

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21/06/10

Cosa rispondereste a chi vi chiede:“Posso avere una copia (gratis) del tuo libro?”.

A molti scrittori esordienti, dopo aver pubblicato la loro opera, sarà certamente capitato d’incappare in persone (soprattutto conoscenze) che cercassero di ‘evitare’ una qualche presentazione (a loro detta) noiosa o una visitina in libreria.
Forse si saranno detti che, avendo l’opportunità di conoscere di persona ‘lo scrittore’, possono ricevere un trattamento di cortesia o, comunque, possono ottenere il suo libro, fresco di stampa (e pubblicazione), magari ancor prima che arrivi ufficialmente in libreria, in modo ‘amichevole’ (quando per amichevole s’intende ‘gratis’).

Ora, forse, a molti scrittori sarà capitato anche di regalare una qualche copia del proprio libro (cosa giustissima in certi casi e per determinati motivi, tra cui certamente la possibilità di ricevere delle recensioni, anche se questa resta sempre una scelta più che personale), ma certamente sarà capitato anche d’incappare in vere moltitudini di conoscenti che si sono fatti improvvisamente più cordiali (valle a capire certe persone!).
Ed ecco che li trovi pronti alla frase: “Posso avere una copia del tuo libro?” che, in realtà, equivale a dire: “Posso avere una copia (gratis) del tuo libro?” dove quel ‘gratis’ non è pronunciato, ma spesso sottinteso, come se a loro fosse ‘dovuto’ quel regalo solo perché ‘amici’ (sebbene appena conoscenti, e a volte neanche tali, che si sono improvvisamente autopromossi amici!).

E a quel punto, quale dovrebbe essere l’atteggiamento (e la conseguente risposta) dello scrittore di turno per evitare equivoci e situazioni imbarazzanti?

Ricordate che, se accettaste di omaggiare uno o più conoscenti o amici che cominciassero pure a dire in giro di aver ricevuto gratis il vostro libro, a quel punto la situazione diventerebbe alquanto complicata, perché molti altri poi vorrebbero beneficiare dello stesso trattamento!
E, a quel punto, chi se lo comprerebbe più il libro? Un pubblico di lettori che, se siete degli esordienti, neanche vi conosce e men che meno si accorgerà del vostro titolo in mezzo alla moltitudine di testi presenti nelle librerie?

Per cui è giusto munirsi di diplomazia e pazienza, oltre che di riuscire a gestire determinate situazioni.

Valutate e scegliete una di queste risposte e, come in un test, scoprirete qual è il vostro profilo!

Risposta 1.Il libro lo presenterò prossimamente. Ti invito e potrai averlo!

Risposta 2.E’ già disponibile in libreria, lo trovi in quella che sta dietro l’angolo!

Risposta 3.Certo, costa 12 Euro

Risposta 4.Naturalmente, ma sarebbe opportuno che tu lo acquistassi.


Chi ha scelto la propria risposta, potrà leggere il profilo corrispondente e sapere se sa ‘gestire‘ in modo adeguato determinate situazioni!


Chi ha scelto la Risposta 1.
Ottima risposta, sia perché cogliete l’occasione di invitare nuove persone all’eventuale presentazione che state organizzando, sia perché dimostrate di riuscire a gestire diplomaticamente delle ‘pubbliche relazioni’.

Chi ha scelto la Risposta 2.
Risposta assolutamente ovvia e qui anche azzeccata, come dire: “Certo che puoi averlo, basta che vai in libreria (dopotutto, dove puoi altro trovarlo un libro?).

Chi ha scelto la Risposta 3.
Questa è la risposta di uno scrittore che ha ben chiara l’importanza di dare sempre un valore ad un’opera (qualunque essa sia, soprattutto se propria).

Chi ha scelto la Risposta 4.
Questa è la risposta di chi sa mettere ‘le cose in chiaro’ in modo semplice ed educato (come dire: “Patti chiari, amicizia lunga!”).

Naturalmente, è sottinteso che ogni scelta è soggettiva e che ogni scrittore (o aspirante tale) può fare col proprio libro quel che gli pare (ho fatto pure la rima!) ... anche pubblicarlo (o farlo stampare) solo per regalarlo ad amici e parenti!

Il Booktrailer? Anima un libro!

Ai nostri giorni esistono forme di comunicazione multimediale che permettono di promuovere in modo innovativo qualunque tipo di settore e, soprattutto, di organizzazione artistica che lo incentivi.
Oggi promuovere la diffusione di un libro, però, diventa qualcosa di sempre più complesso, non solo per le numerose difficoltà incontrate dal settore editoriale, ma anche perché c’è bisogno d’innovazione e di nuove prospettive di promozione.
Una di quelle nuove e anche più interessanti prospettive, nel settore letterario, sembra essere attualmente il booktrailer ovvero la realizzazione di un video di pochi minuti che promuove (come fosse un vero film) la storia di un libro, dandone una visione che ne anima quasi l’esistenza.
Un modo che spesso permette una prospettiva diversa di letteratura, non solo perché avvicina il pubblico alla storia che racconta lo stesso, ma anche perché porta nuove chances di interesse nei confronti dello stesso.

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19/06/10

Perché in Italia si scrive tanto?

Si dice spesso che in Italia si scriva troppo, ma che si legga molto meno. Dopotutto, le librerie sono strapiene di titoli neanche conosciuti e notati da chi, ogni tanto, ci fa una capatina anche distratta.

Ma sapete spiegare il motivo per il quale in Italia si scriva tanto? Ve lo siete mai chiesti?

Beh, probabilmente perché scrivere ‘fa bene’ (indipendentemente dal tipo di obiettivo che ci si pone con la materializzazione di un testo)!
Come e perché? Perché aiuta ad esteriorizzare sentimenti ed emozioni che diversamente sarebbero difficili da far emergere nella vita di tutti i giorni, un po’ per limiti caratteriali (quali, ad esempio, la timidezza) e un po’ per mancanza di occasioni.
Inoltre, è rilevante dire che scrivere aiuta spesso ‘a sentirsi meno soli’ o, meglio, aiuta a trasformare la propria solitudine in una creatività che permette di ‘evadere’ dalla piatta quotidianità.

A tutti piace sognare e, allo stesso tempo, rifugiarsi in un mondo che fa vivere l’idea di poter decidere di una storia (e dei suoi personaggi) e soprattutto nella possibilità di farne conoscere quel che si crede interessante come, ad esempio, una qualche morale o un particolare messaggio che si spera di trasmettere.

Scrivere, insomma, è terapeutico, perché ci permette di creare realtà pronte ad accogliere le nostre difficoltà giornaliere, le nostre tristezze, i malumori, i problemi, lo stress e a superarli in qualche modo, oltre che a rilassarci e a permetterci di credere che un sogno, anche e soprattutto quando viene scritto, possa realmente trovare un proprio posticino nel mondo.

E voi, perché scrivete?

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Meglio eBook o libri veri?

Sembra essere sempre più in voga l’utilizzo di tecnologie che ci fanno quasi dimenticare le abitudini di sempre, inventandone di nuove, attraverso una serie di accomodanti e certamente interessanti novità telematiche di ultima generazione.

Oggi per leggere un libro, non ci si affida solo alle librerie, ma anche a molte altre varianti ed ecco che entra in campo l’eBook, un vero e proprio libro elettronico (o meglio, un apparecchio col quale è possibile leggere qualunque testo) evitando ‘la carta’ (e in certi casi anche il suo accumulo, spesso ingombrante, o il suo spreco).

Eppure, come non desiderare, innanzi ad un’invasione tecnologica che nulla ha a che fare con i mezzi più classici di un tempo, un caro, vecchio buon libro in ‘carta e inchiostro’?
Volete mettere l’odore e il tocco della carta e della copertina rilegate in un libro vero e proprio, potendone quasi ascoltare la melodia nel frusciare delle sue pagine, con il freddo e spesso noioso scorrere di uno schermo che gela anche le emozioni in grado di trasmettere una bella storia?
Certo, i gusti e le abitudini restano tali anche nel tempo, sebbene ci sia anche chi privilegia le novità e il progresso dati da una tecnologia sempre più avanzata. E, dopotutto, anche riuscire ad abituarsi al progresso stesso è un modo come un altro per riconoscerne l’utilità.

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Ai giovani, quali prospettive?

Si parla spesso di giovani anche e soprattutto per parlare di ‘bamboccioni‘, di ‘mammoni’ che restano a casa dei propri genitori, perché comodamente spaparanzati tra le mura di un tetto familiare che li protegge dalle insidie sociali.

Eppure, non si parla delle opportunità che la società è in grado di dar loro.

Si parla spesso dei giovani come fossero solamente degli ‘scolaretti’ che hanno sempre tutto da imparare, ma che non sembrano mai buoni a combinare niente.
E’ facile parlarne in questo modo, quando a molti di loro, probabilmente, per via di una crisi economica che spazia in vari settori e in molti Paesi, non spetterà neanche un degno pensionamento, soprattutto fino a quando non saranno riusciti a trovare una degna occupazione.
Già, l’occupazione, altra terribile piaga sociale che si confonde con quelle già degradanti che umiliano il nostro Paese e ogni suo cittadino, qualunque età abbia e a qualunque generazione appartenga.

Spesso se ne straparla, ma non si spiegano i veri motivi per i quali i giovani restano a casa dei propri genitori fino ad un’età più matura.
Non si parla del fatto che spesso non hanno le conoscenze che portano loro ad un sicuro posto ‘fisso’, il classico impiego riservato solo a quei privilegiati che passeranno il testimone alla propria famiglia, di padre in figlio, non regalando di certo il posto a qualcun altro.
E spesso non si parla neanche del fatto che, quando lavorano, sono dei veri precari e quel che guadagnano non è in grado di porli nella condizione di pagare un affitto (con quello che costano ai tempi d’oggi) e tutte le spese che ne conseguono, compresa la spesa … la vera e propria nutrizione.

I giovani … quali vere prospettive hanno al giorno d‘oggi? Spesso, anche troppo spesso, dopo un Diploma o una Laurea che non sempre utilizzano nella propria terra di origine, sono costretti a portar lontano i propri sogni e le proprie speranze, per riuscire a costruire un futuro davvero degno di questo nome.

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15/06/10

Ecco come avvicinare i giovani all’arte.

Si dice che, spesso, i giovani non siano molto propensi a seguire il mondo dell’arte, di qualunque forma si parli, per pura superficialità o pigrizia. Magari, invece, sono semplicemente interessati ad altro, quando per altro s’intende la tecnologia odierna che consente a tutti di sostenere un tipo di vita certamente differente rispetto ad un tempo.

A volte le istituzioni, così come le famiglie, si chiedono come si possano avvicinare i giovani all’arte, per educarli all’importanza che essa sostiene nella nostra vita.

Certo, poi ci sono anche giovani che se ne avvicinano in modo spontaneo, magari attratti da qualche idolo musicale (se si parla di musica) o da un tipo di talento innato che porta all’abitudine ad essa.

Ma per tutti quei giovani che faticano ad avvicinarsene, ad apprezzarne la bellezza, a capirne l’armonia, ad apprenderne le tematiche, a considerarne l’apprendimento anche attraverso il proprio modo di vivere, ecco che uno dei suggerimenti che possono essere presi in considerazione è certamente quello di cercarne l’interesse attraverso il loro mondo.
Quindi, trovare la chiave di accesso ai loro gusti, alle loro preferenze, alla società che vorrebbero e che non apprezzano, perché magari poco stimolati da una serie di problematiche.

Portare loro a scoprire l’arte, poco alla volta, con naturalezza e con gioia, festeggiandone l’apprendimento magari in linea con la loro sensibilità è, forse, uno dei segreti che dovrebbero essere utilizzati davvero da tutti.

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L’arte è un lusso di tutti.

L’arte è un lusso, in qualunque forma, purtroppo, non sempre accessibile a tutti.
Ed è per questo motivo che, spesso, si cerca di renderla maggiormente raggiungibile a chi, per un motivo o per un altro, non sempre può seguirne le mode, le novità, la bellezza, la gioia, l’armonia.

Le iniziative mirate a rendere l’arte più accessibile sono tante e molto più frequenti di quel che si potrebbe immaginare.
Le visite ai musei, ad esempio, sono spesso incentivate dallo sconto dei biglietti d’entrata che, in certe occasioni, qualche volta all’anno, vengono anche rese libere, proprio per permettere a tutti di apprezzarne le meraviglie.

Ed è anche per questo che, ogni anno, si incentiva la cultura e si invitano le persone a recarsi con maggiore frequenza in libreria.
“La festa del libro” come quella della lettura, accompagnate e spesso anche facilitate dalle fiere che nel nostro Paese sono, fortunatamente, ancora molto frequentate, servono proprio a diffondere la cultura dell’arte, l’educazione all’arte, l’abitudine all’arte, la sensibilizzazione all’arte.

Se poi si parla di musica, anche in quel caso, si può notare quante iniziative siano spesso promosse per permettere a tutti di acquistare opere di grandi artisti, così come per poter assistere ai loro concerti, a volte anche gratuiti nelle più belle piazze d’Italia, soprattutto con l’arrivo della bella stagione.

Ma ogni forma d’arte merita d’esser apprezzata e goduta da tutti, perché l’arte è di tutti ed è giusto che tutti ne possano godere la bellezza, sebbene in certi casi sia considerata ancora un vero e proprio lusso. Un lusso esigente, un lusso di pochi. Un lusso che non sempre consente l’accesso anche a quella parte di pubblico che non se ne avvicina con semplicità.

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11/06/10

La bellezza della poesia.

Scrivere poesie, al giorno d’oggi, è spesso considerata una scelta coraggiosa nell’ambito editoriale, soprattutto perché ai nostri tempi è spesso bistrattata a favore di altro: romanzi, gialli, saggi, fantasy pronti a catturare l’attenzione di ogni genere di pubblico, un po’ ovunque.

La poesia, però, è anche educativa e ricca di significati che possono offrire tanto alla cultura del mondo.
Un compito che dovrebbe assumersi la scuola è certamente quello di far valere la poesia non solo per quel che concerne i grandi nomi della storia della letteratura italiana, ma su più fronti e in ogni ambito.

La scuola dovrebbe condurre all’apprendimento di più forme d’arte in grado di far apprezzare e soprattutto comprendere ai giovani, che rappresentano il futuro di una società in continua evoluzione, che si può apprendere tanto in mille modi.

La poesia dovrebbe esser considerata soprattutto per la bellezza di ciò che trasmette attraverso l’espressione di sé perché, grazie a questo, è in grado di dimostrare che è molto più moderna ed affascinante di quel che si immagina.

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10/06/10

Raccontarsi.

E’ comune a molti, soprattutto se e quando hanno qualcosa che reputano interessante da dire: è la voglia di raccontarsi.

Ci sono scrittori che si lasciano prendere da un’ispirazione spesso mossa dall’entusiasmo portato da una semplice idea e ci sono, invece, autori che amano ispirarsi ad eventi realmente accaduti soprattutto all’interno della propria vita.
Sono davvero tanti gli artisti che decidono di raccontare e raccontarsi attraverso un’opera letteraria piuttosto che una composizione musicale o un quadro, perché a volte la vita si rivela ancor più fantasiosa dell’immaginazione stessa e il pubblico sembra apprezzare.

Si potrebbe anche dire che le storie o, comunque, le opere artistiche ispirate a vite vere o a fatti realmente accaduti, attraggono un numero sempre maggiore di persone. Infatti, quando una storia è vera, il pubblico sembra appassionarsene con maggiore enfasi e trasporto, proprio perché consapevole del fatto che racconta avvenimenti reali.
La realtà meglio della fantasia? Forse, anche se è fondamentale riuscire a raccontarla con la giusta cognizione e le giuste misure.

Raccontarsi è sempre affascinante, quando possibile, e spesso il successo che scaturisce da opere ‘vere’ ne conferma le aspettative.

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L’editoria e le problematiche giovanili nel settore artistico e culturale.

Il mondo dell’arte e della cultura in genere è alquanto complesso e questo è noto a tutti. Ma ciò che non si potrebbe immaginare è quanto sia difficoltoso e, spesso, distorto l’atteggiamento dei giovanissimi che intendono avvicinarsene, facendolo spesso anche in modo errato.
L’arte, in tutte le sue forme, è una delle meraviglie esistenziali per ogni essere umano, ma anche una delle più contraddittorie.

Oggi i giovani credono di potersene avvicinare con la stessa superficialità e noncuranza che porta loro, già da piccoli, grazie a qualche gita scolastica nei musei o in qualche libreria, alla ricerca dell’ultimo fantasy ‘di grido’ magari scritto da un autore straniero.
Eppure il mondo dell’arte non si riduce solo alla visita guidata nei musei proprio come il mondo dell’editoria non si riduce solo ad una semplice visita in libreria alla ricerca di qualcosa che, forse non si apprezzerà neanche nel modo giusto.
I giovanissimi lo sanno e molti di loro non sono neanche pronti a sentirsi parte di un settore che, forse, può comprendere in modo completo solo chi ne fa davvero parte dall’interno.
L’editoria italiana oggi favorisce i grandi scrittori stranieri per esser semplicemente diffusi anche nel nostro Paese (in seguito al successo, ‘sempre di mercato’, ottenuto innanzitutto nel loro).

I giovani talenti che appartengono al mondo dell’arte e della cultura, pertanto, sono sfavoriti dal continuo ‘flusso’ di artisti che hanno l’opera di turno ‘targata’ o promossa col grande gruppo editoriale piuttosto che con quello che, pur non immenso, sa realmente gestire la propria ‘scuderia’ artistica.

Si dice che chi ama leggere, di conseguenza possa riuscire anche a scrivere molto bene. Eppure non tutti si rendono conto del fatto che la scoperta di un talento non equivale all’attribuzione di un terno al lotto, ma qualcosa di ben diverso.

In molti oggi scrivono più di quanto leggano, ma tanti di questi non sanno neanche cosa realmente significhi affrontare le difficoltà che fanno parte del mondo editoriale.
L’arte, in tutte le proprie splendide forme, è spesso terapeutica, oltre che alquanto educativa, ma non tutti ne riconoscono i reali benefici o ne sanno affrontare le difficoltà. Sarà per questo motivo che in molti (anzi in troppi), soprattutto se si tratta di giovani e giovanissimi, ne fanno a meno, semplicemente perché non educati o non abituati a conviverci, in qualsiasi modo o per mezzo di qualunque attitudine.

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Il successo dell‘opera “Ritorno nei prati di Avigliano”.



“Ritorno nei prati di Avigliano” (Alberti & C. Edizioni), ha già ottenuto un discreto successo attraverso le sue presentazioni, raccontando di una storia che ha incuriosito, interessato, coinvolto e certamente anche commosso molti.

Nella detta opera, la scrittrice campana Filomena Baratto parla della storia della sua vita e, in particolar modo, delle difficoltà personali che sono seguite con la distanza dalla figura paterna per oltre 30 anni. Un periodo di tempo lunghissimo. Si potrebbe dire una vita e, in particolar modo, un’esistenza contraddistinta certamente anche da conflitti interiori, malinconie, ricordi di un tempo vissuto ‘tra i prati di Avigliano”, suo luogo di origine, quando da bambina viveva serena con famiglia ed amici.

Un tema che si potrebbe definire davvero ‘spigoloso’ e alquanto ‘complesso’ quello dell’assenza di uno dei due genitori e della difficile convivenza con una tale mancanza. Una situazione spesso condivisa da moltissime persone, soprattutto dal momento in cui i genitori si separano per intraprendere vite differenti.
Ma “Ritorno nei prati di Avigliano” è molto più di una raccolta di liriche che racconta una storia vera e certamente molto complessa interiormente per la sua protagonista principale.
E’ un emozionante percorso di vita che può davvero coinvolgere i propri lettori, non solo per ciò che racconta, ma anche e soprattutto per ciò che fa vivere nell’esternazione di una storia che riesce a coinvolgere.

“Ritorno nei prati di Avigliano” significa tanto, e non solo per la stessa autrice, ma anche per tutte le persone che possono condividerne o, in qualche modo, comprenderne le sensazioni che vi scaturiscono.

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06/06/10

Il libro della scrittrice Filomena Baratto.

"Ritorno nei prati di Avigliano" è il libro di liriche della scrittrice campana Filomena Baratto che racconta la sua incredibile vita attraverso un tortuoso percorso di sentimenti vivi ed autentici che ne fanno una vera poetessa.
Un libro che parla di amore, di dolore, di poesia, di assenze, di famiglia, di difficoltà e spesso incomprensioni, di ritrovamenti e di rifiuti, ma soprattutto parla di tutti quei valori fondamentali che sono in grado di colmare i vuoti dell'esistenza umana.
Filomena Baratto è un'autrice autentica, non solo perché sa raccontarsi e raccontare in modo superlativo la propria voglia di far conoscere al mondo un'esistenza di emozioni vere, ma anche perché artisticamente raccoglie con raffinatezza e passione la bellezza del suo animo per trasformarla in parole che conquistano davvero tutti.
Seguitela nel suo percorso artistico, anche attraverso questo blog, perché vi arricchirete di una poesia davvero magica!